"Sui rifiuti basta cabaret e narcisismi, ecco la mia proposta ai sindaci"

Il consigliere Petracca scende in campo per uscire dallo scontro Ato-Provincia

sui rifiuti basta cabaret e narcisismi ecco la mia proposta ai sindaci
Avellino.  

Finisce in tribunale lo scontro istituzionale sul riassetto del settore rifiuti in Irpinia. Nervi sempre più tesi tra il presidente della Provincia Rizieri Buonopane e quello dell'Ato Vittorio D'Alessio.

Quest'ultimo in un comunicato ci è andato giù duro “Buonopane si è adoperato per far commissariare l'Ato”. “Dichiarazioni fondate su dati di fatto falsi e falsamente attribuiti, lo querelo”, la replica di Buonopane.  

Intanto in mattinata, alla presenza di sindacati e consiglieri Ato, conferenza stampa del consigliere regionale Maurizio Petracca.

"Società completamente pubblica o apertura al privato" 

“In questa vicenda i livelli istituzionali hanno fallito, propongo un tavolo con i primi cittadini e l'avallo della Regione per capire se è praticabile l'ipotesi di una società completamente pubblica. Per le norme vigenti, al momento non c'è un'altra soluzione. E' ovvio che l'aspetto normativo consente sia una soluzione pubblica con IrpiniAmbiente sia con una società ex novo. Sarebbe preferibile percorrere la prima strada ma ci dovrebbe essere una volontà vera della cessione di IrpiniAmbiente di cui, ad oggi, non ho capito ancora quale sia il valore economico".

"Qualora questa ipotesi non dovesse essere percorribile - aggiunge - per una questione di costi, si potrebbe immaginare il coinvolgimento di un privato e, quindi, la realizzazione di una società mista con la quale si potrebbe tentare anche di recuperare il capoluogo irpino".

"Il narcisismo ossessivo di Buonopane non porta da nessuna parte"

"Non è mio stile attaccare qualcuno ma rispondo a dichiarazioni volgari, prive di fondamento. Politicamente parlando, questo narcisismo ossessivo di Buonopane non porterà da nessuna parte. La Provincia non ha alcuna competenza sul ciclo integrato dei rifiuti se non la proprietà di una società importante che, con la fuoriuscita del capoluogo, è a rischio se non dovesse essere ceduta all'Ato".

E poi conclude: "Anziché fare un cabaret mediatico, dove si sente parlare da un lato di guerre nucleari e dall'altro di dimissioni, occorre resettare tutto e provare a lavorare insieme nella stessa direzione perché non si tratta di una vicenda partitica".