Confesercenti, Marinelli: politica irpina vada oltre slogan elettorali

Il monito di Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino

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Avellino.  

“Occorrono risposte ai problemi del commercio e interventi per la crescita economica del territorio. Adesso più che mai è compito di partiti, movimenti politici e rappresentanti istituzionali approfondire le questioni ed individuare misure adeguate, recuperando i ritardi. Lanciare soltanto qualche slogan in campagna elettorale non serve a nulla”. E' il monito di Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino.

“La tornata delle elezioni amministrative – prosegue il dirigente dell'associazione di categoria -, prevista per il 9 giugno, che interessa la città di Avellino ed altri 40 comuni irpini, ma anche la scadenza per il rinnovo del Parlamento europeo, sono ormai sempre più vicine. E' perciò quantomai opportuno, anzi doveroso, che la politica e chi la rappresenta nelle istituzioni dica che intende fare per il rilancio del commercio e delle attività produttive, ma più in generale se è in grado di mettere in campo una strategia per lo sviluppo delle aree interne.

Si tratta certamente di partite che si giocano su più livelli, dal governo centrale alla Regione, ma pure gli enti locali sono chiamati a fare la propria parte, rappresentando le istanze della comunità e delle categorie, in termini di programmazione e di progettazione, puntando sulle risorse dell'Ue. Senza contare il ruolo fondamentale che in questo percorso rivestono gli eurodeputati.

Ma non siamo all'anno zero. La politica e chi la rappresenta, le istituzioni stesse, quindi, andrebbero valutate in base a ciò che hanno realizzato sinora. Vale innanzitutto per chi ha gestito la cosa pubblica, ma anche per chi è stato all'opposizione.

Sotto questo punto di vista è un eufemismo dire che i risultati sono stati deludenti. E' mancata, infatti, innanzitutto un'idea guida. Una premessa fondamentale per arginare la crisi, affrontare i limiti strutturali del sistema socio-economico delle aree interne e determinare una prospettiva di crescita.

La tanto annunciata sfida dei fondi del Pnrr, ad esempio, è stata completamente persa. Anzi addirittura elusa. Alla fine, è rimasto solo il rimpallo delle responsabilità.

Non sono, comunque, mancate sul terriorio singole iniziative apprezzabili, pur se ovviamente insufficienti e fini a se stesse.

C'è bisogno quindi di un cambio di marcia. E non si può aspettare la campagna elettorale per parlare di commercio, di turismo, di agroalimentare, di servizi alle imprese, di lavoro e di sviluppo. La politica dell'impovvisazione, degli annunci e delle promesse non ha più alcuna credibilità”.

“Invitiamo pertanto forze politiche ed enti pubblici – ha concluso Marinelli – a recuperare il ritardo accumulato, entrando nel merito dei problemi, aprendo una riflessione seria, avviando confronti con le categorie e le parti sociali, per individuare soluzioni e avanzare proposte concrete ed efficaci, a sostegno delle attività economiche, per la valorizzazione delle risorse locali, per l'ammodernamento del sistema produttivo”.