Congresso Pd, Capodilupo: rinvio è solo buon senso

Il candidato di De Caro e Petitto spiega perché è necessario riaprire il tesseramento

Avellino.  

Dopo la riunione tenuta venerdì scorso tra i rappresentanti di tutte le componenti del partito insieme al commissario Aldo Cennamo e al dirigente Paolo Persico, l’area che fa capo al consigliere regionale di "Davvero", Livio Pettito, insieme al deputato Umberto Del Basso De Caro prova a far frenare sul congresso provinciale del Partito Democratico,  convocato per i prossimi 25 e 26 maggio. Petitto ha avanzato formale richiesta agli organismi dirigenti del partito a Roma per posticipare l'appuntamento congressuale riaprendo il tesseramento. Secondo Petitto il commissario del Pd irpino, l'onorevole Aldo Cennamo “vuole chiudere la pratica con la sola burocrazia, senza esercitare il ruolo di garanzia connesso alla funzione da lui ricoperta”.

Una battaglia che Petitto conduce insieme a Gerardo Capodilupo, giovane candidato alla segreteria provinciale del partito. Capodilupo proverà a spuntarla sull'avvocato Nello Pizza già candidato a sindaco di Avellino nel 2018, che rappresenta le aree che fanno riferimento al consigliere regionale Maurizio Petracca, a Rosetta D’Amelio e AreaDem.

Capodilupo (puoi ascoltare l'intervista qui) parla di una “scelta di buon senso che consentirebbe la più ampia partecipazione al congresso di rifondazione del Pd evitando di limitare la platea degli aventi diritto agli iscritti 2019. Se pensiamo che nel 2019 c'era ancora Renzi e i renziani dentro il partito si capirà che la fotografia che emerge da questo congresso non è aderente alla realtà. Mi fa sorridere che qualcuno pensi che vogliamo frenare il congresso perché i nuovi iscritti voterebbero tutti per il sottoscritto - aggiunge Capodilupo – Non è detto. Potrebbero votare anche i sostenitori di Petracca che qualche mese fa ha lanciato il suo manifesto. “In ogni caso quello che ci preme sottolineare è la necessità di arrivare a un vero congresso unitario, in cui tutte le voci siano rappresentate. Allo stato non è così”.

Insomma non c'è pace nelle stanze di Via Tagliamento, il percorso del congresso provinciale del Pd non vede ancora un epilogo dopo anni di polemiche e turbolenze che come sappiamo hanno condotto al commissariamento.