Domani l'affidamento dell'incarico, da parte del sostituto procuratore Carmine Pignatiello, al medico legale Francesco Sala che, probabilmente tra sabato e lunedì, eseguirà in due diversi momenti le autopsie di Gianni, Franco e Donato Licciardi. Sono i tre fratelli di Apice morti nella spaventosa tragedia di martedì, quando Gianni aveva fatto fuoco più volte con una calibro 9x21 contro gli altri due, uccidendoli, e si era poi tolto la vita.
I familiari dei tre sono stati ovviamente 'avvisati' per consentire loro la possibilità di nominare un proprio consulente che prenda parte all'esame, al quale seguiranno i funerali. Momento di cesura in un dramma che i carabinieri hanno ormai ricostruito. Non sembrano più esserci dubbi su quanto emerso nell'immediatezza e che Ottopagine aveva raccontato, con i contrasti sorti sulla dismissione del ristorante. Una vendita per la quale pare fosse già pronto un acquirente, sulla quale Gianni, che stava attraversando un momento complicato, non sembra fosse d'accordo, a differenza di Franco e Donato.
Da qui i dissidi e la lite che sarebbe scoppiata anche lunedì, sfociata nel sangue. I corpi di Franco e Donato in un parcheggio del locale, quello di Gianni sotto un porticato, l'arma nei pressi. Scene terribili, fotogrammi di un duplice omicidio ed un suicidio impossibili da dimenticare, che hanno sconvolto l'opinione pubblica.
Ad Apice nessuno immaginava un epilogo tanto agghiacciante in una famiglia molto conosciuta per il suo impegno nel lavoro. Nessuno avrebbe mai pensato al gesto di Gianni, lui che spara a Franco e Donato e poi la fa finita. Gianni avrebbe compiuto 65 anni a novembre, Franco e Donato ne avevano 61 e 56. Era il più grande e, come capita sempre, l'inevitabile punto di riferimento per gli altri due. Nessuno di loro c'è più. Si respira solo dolore. Dolore e ancora dolore, e una tristezza infinita.
