Epatite A in Campania, 180 casi: l'ombra dei mercati abusivi

I produttori di Unci AgroAlimentare denunciano: "Il rischio è l'abusivismo"

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L’epidemia di Epatite A (HAV) in Campania non accenna a flettere, raggiungendo quota 180 casi accertati ad oggi. Se da un lato la rete ospedaliera è in massima allerta, con il Cotugno di Napoli che ospita 51 ricoverati (14 solo nelle ultime 24 ore), dall'altro si apre un delicato fronte economico e di sicurezza alimentare che coinvolge l’intera filiera della mitilicoltura.

La difesa dei produttori: "Allevamenti sicuri, il pericolo è l'abusivismo"

In risposta all’allarme che sta colpendo duramente il settore, è intervenuta l'Unci AgroAlimentare. Il presidente nazionale Gennaro Scognamiglio, a nome delle cooperative campane, ha confermato la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni, ma ha tenuto a precisare un punto fondamentale: gli allevamenti legali sono costantemente monitorati dalle ASL e iscritti all’Anagrafe nazionale. Secondo Scognamiglio, il vero "paziente zero" non andrebbe cercato nella produzione certificata, ma nelle piaghe della vendita abusiva e dei prodotti d'importazione dove regna una concorrenza sleale con venditori senza licenza che sfuggono a ogni controllo sanitario, prodotti di cui non si conosce l’origine, spesso spacciati per locali. Non solo, nei periodi di picco (Natale e Carnevale), arrivano in Campania mitili da altre regioni o dall'estero, rendendo più complesso il tracciamento delle partite infette.

"L'abusivismo costituisce un rischio oggettivo per la salute", avverte Scognamiglio. "È un problema serio che va affrontato con determinazione dalle autorità, specialmente in questo frangente".

La mappa del contagio e l’incidenza record

L'analisi epidemiologica conferma un'incidenza 10 volte superiore alla media dell'ultimo decennio. Se l'epicentro resta l'area metropolitana di Napoli e la provincia di Caserta (35 casi), il virus si sposta "a macchia di leopardo":

Salerno: 11 casi, con focolai a Scafati e Vallo della Lucania.

Sannio: 5 infezioni. Qui il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha già firmato il divieto di somministrazione di frutti di mare crudi.

Irpinia: 4 casi, con controlli serrati sulla filiera alimentare e vademecum inviati alle scuole.

Guida al consumo sicuro: come evitare il rischio HAV

 

Per proteggere i consumatori senza penalizzare le aziende virtuose, Unci AgroAlimentare e gli esperti sanitari suggeriscono alcune regole d'oro:

Acquisto certificato: Comprare solo da rivendite riconosciute, verificando la presenza dell'etichetta (tracciabilità).

Conservazione corretta: In frigo per tempo limitato, in una ciotola coperta da un panno umido (mai immersi in acqua).

Cottura obbligatoria: Il virus dell'Epatite A viene inattivato solo dalle alte temperature. I frutti di mare vanno consumati sempre cotti, scartando quelli rimasti chiusi dopo la cottura.

Sintomi: In caso di febbre, ittero (occhi e pelle gialla), urine scure o inappetenza, contattare immediatamente il medico.