La fine del commissariamento. Dopo quasi vent’anni, la Campania esce dal regime di commissariamento della sanità e torna a una gestione ordinaria. Non si tratta di un «liberi tutti», ma di un passaggio storico che restituisce alla Regione maggiore autonomia decisionale. Il controllo diretto dei ministeri dell’Economia e della Salute si allenta, lasciando spazio a una programmazione più flessibile, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio nazionali. Una svolta resa possibile dal raggiungimento degli obiettivi fissati dal Mef, tra cui il miglioramento degli screening e il potenziamento delle strutture per l’assistenza. Il presidente della Regione Roberto Fico aveva già indicato la volontà di mantenere la delega alla Sanità fino al ritorno alla normalità. Ora si apre una nuova fase, con la prospettiva di affidare il settore a una figura tecnica.
Investimenti e nuovi margini
Il cambiamento più rilevante riguarda la possibilità di investire direttamente risorse regionali nella sanità. La Campania torna così una regione «normale», con maggiore autonomia nella definizione delle politiche sanitarie. Questo significa più spazio per assunzioni, ammodernamento delle strutture e introduzione di terapie innovative. Si punta anche a ridurre le liste d’attesa e a contenere la mobilità sanitaria, che finora ha costretto molti cittadini a curarsi fuori regione con costi elevati. La nuova flessibilità consentirà anche di rivedere le tariffe di alcune prestazioni e di ridefinire i rapporti con il settore privato, finora vincolato da limiti rigidi.
Il peso dei sacrifici
Il ritorno all’autonomia arriva dopo anni di sacrifici per cittadini e operatori sanitari. Il piano di rientro ha comportato tagli, chiusure di strutture e riduzione dei posti letto. Il personale sanitario è diminuito sensibilmente, con una carenza significativa di medici rispetto ad altre regioni italiane. A ciò si sono aggiunti aumenti fiscali, ticket sanitari più elevati e restrizioni nell’accesso ai servizi. Un percorso lungo e complesso che ha riportato i conti in equilibrio, ma al prezzo di una forte pressione sul sistema.
Le priorità per il futuro
Ora la sfida è consolidare i risultati senza ripetere gli errori del passato. Il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli Bruno Zuccarelli invita a investire con una visione strategica. Tra le priorità indicate ci sono il rafforzamento della prevenzione, l’ampliamento degli screening e il potenziamento del personale sanitario, soprattutto nell’assistenza territoriale. L’obiettivo è costruire un sistema più efficiente e vicino ai cittadini, capace di garantire servizi adeguati senza ricadere nelle criticità che hanno portato al commissariamento.
