Boscoreale, nasce il centro "Impastato-Siani" in bene confiscato

Spazio per giovani e informazione in un immobile sottratto alla criminalità

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A Boscoreale inaugurato il centro giornalistico e culturale dedicato a Peppino Impastato e Giancarlo Siani. Webtv, podcast e biblioteca in un bene confiscato alla criminalità

Un bene confiscato alla criminalità che diventa presidio di cultura, informazione e memoria. Nasce così il centro giornalistico e culturale “Impastato-Siani”, nuovo spazio dedicato ai giovani nel cuore del territorio vesuviano. L’iniziativa rende omaggio a Peppino Impastato e Giancarlo Siani, due giornalisti uccisi dalla criminalità organizzata, simboli di un impegno civile che oggi si rinnova attraverso strumenti e linguaggi contemporanei.

Un polo per l’informazione dei giovani

Il centro ospiterà una webtv, una sala podcast e una biblioteca comunale. Un progetto che punta a coniugare nuove forme di comunicazione con la tradizione culturale. Alla cerimonia di intitolazione partecipano, tra gli altri, Giovanni Impastato e Paolo Siani, fratelli delle vittime, insieme al prefetto di Napoli Michele Di Bari, al vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo e al vescovo di Nola Francesco Marino. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni giudiziarie e del mondo del giornalismo, tra cui il segretario della FNSI Claudio Silvestri.

Un luogo simbolico

A fare gli onori di casa la presidente dell’associazione Eiraionos Isabella Manzo e il sindaco di Boscoreale Pasquale Di Lauro. Il progetto nasce all’interno di una rete territoriale che punta a valorizzare i beni confiscati trasformandoli in spazi pubblici e condivisi. «Vogliamo che questo luogo diventi un punto di riferimento per i giovani», ha spiegato Isabella Manzo, sottolineando l’importanza di unire linguaggi digitali e sapere tradizionale.

Memoria e impegno civile

Il valore del centro va oltre la sua funzione culturale. Intitolarlo a Impastato e Siani significa riaffermare il ruolo dell’informazione libera nella lotta alla criminalità. Due figure che hanno raccontato i propri territori sfidando i poteri criminali, pagando con la vita il loro impegno. Un’eredità che oggi si traduce in uno spazio aperto alla partecipazione e alla crescita delle nuove generazioni.

Il futuro del progetto

L’obiettivo è costruire un presidio stabile di legalità e formazione. Un luogo capace di stimolare coscienze e favorire un’informazione più consapevole, soprattutto tra i più giovani. Nel territorio vesuviano, segnato da fragilità ma anche da forti energie sociali, il centro “Impastato-Siani” si candida a diventare un punto di riferimento per tutta la comunità. 
«Ci auguriamo che questo spazio diventi un luogo di riferimento per i giovani e per l'intero territorio vesuviano. In questo progetto che abbiamo messo in campo con la rete di progettazione di cui facciamo parte proviamo a tenere insieme l'informazione realizzata con gli strumenti più vicini ai giovani, i podcast e i video, con la cultura tradizionale e il sapere diffuso dai libri». Ha detto la responsabile dell'associazione Isabella Manzo, aggiungendo: «È un grande onore poter accostare il nostro impegno sociale ai nomi di Impastato e Siani, due giovani giornalisti che hanno speso la loro vita non solo raccontando i territori ma anche provando a risvegliare le coscienze delle persone, forse, in parte, ancora oggi assopite».