Blocco dei ricoveri nelle cliniche private in Campania: ultimatum della Cgil

Cgil e Fp Cgil presentano diffida ad Aiop

blocco dei ricoveri nelle cliniche private in campania ultimatum della cgil

Una serrata giudicata «inaccettabile» e «pretestuosa», che rischia di paralizzare ulteriormente il sistema sanitario regionale e di scaricare sui pronto soccorso pubblici il peso di una guerra economica e burocratica. È scontro tra le organizzazioni sindacali e la sanità privata accreditata in Campania. Le segreterie regionali di Cgil Campania e Fp Cgil hanno formalmente inviato un atto di diffida e messa in mora ad AIOP Campania e a tutte le cliniche private del territorio, a seguito della decisione unilaterale di bloccare i ricoveri ordinari e programmati. Un vero e proprio braccio di ferro che apre scenari di forte tensione politica e giudiziaria, con pesanti ombre sulla tenuta dei servizi essenziali per i cittadini.

Lo scontro sui budget e il nodo del Decreto Concorrenza

La decisione di AIOP di sbarrare le porte ai ricoveri ordinari non arriva all'improvviso, ma si inserisce in un terreno di scontro che dura da mesi con la Regione Campania e Soresa. Al centro della contesa ci sono la definizione dei tetti di spesa (i cosiddetti budget), i ritardi accumulati nella firma dei contratti di accreditamento e le tariffe applicate per le prestazioni. A surriscaldare ulteriormente il clima è intervenuta l'applicazione delle nuove normative introdotte dal Decreto Concorrenza (Legge Draghi). Le nuove regole impongono rigide procedure selettive a evidenza pubblica per l'assegnazione delle quote di budget, intaccando di fatto quelle che i sindacati definiscono "storiche rendite di posizione" delle strutture private. Dal canto loro, le cliniche denunciano un presunto sforamento generalizzato dei tetti di spesa, lamentando la mancata remunerazione delle prestazioni erogate oltre il limite concordato.

L'affondo dei sindacati: "La salute non è merce di scambio"

La replica dei rappresentanti sindacali non si è fatta attendere. A firmare il duro atto d'accusa sono il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, il segretario generale della Fp Cgil Campania, Alfredo Garzi, e il segretario alla sanità privata della Fp Cgil, Marco D'Acunto.

«Siamo di fronte a una decisione di gravità inaudita e dalle motivazioni totalmente pretestuose. Le controversie economiche o di rendicontazione dei budget non possono e non devono in alcun modo tradursi nel blocco dell'assistenza sanitaria ai cittadini. La sanità accreditata gestisce un pubblico servizio essenziale: la salute non è una merce di scambio da utilizzare per rivendicazioni di cassa».

Nella diffida, i sindacati smontano le motivazioni d'impresa avanzate dalle cliniche, ricordando come il settore tragga profitti significativi proprio grazie ai fondi pubblici, e denunciano l'uso politico delle liste d'attesa, destinate a esplodere e a riversarsi sui nosocomi pubblici già ridotti al collasso.

L'ultimatum di 24 ore: si rischiano sequestri e denunce penali

La mossa della Cgil e della Fp Cgil traccia una linea di demarcazione netta e concede un margine temporale estremamente ristretto. Se entro 24 ore AIOP non revocherà formalmente il blocco dei ricoveri, scatterà una reazione a catena su più fronti giudiziari, denunce penali presso tutte le Procure della Repubblica della Campania per i reati di interruzione di pubblico servizio (articoli 331 e 340 del codice penale) e omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale), oltre alla richiesta di sequestro giudiziario delle strutture e attivazione immediata dei NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri); ricorsi d'urgenza ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale e infine una richiesta formale alla Regione Campania per la revoca immediata dell'accreditamento nei confronti di tutte le strutture inadempienti.

La vertenza entra così in una fase cruciale. La magistratura e le istituzioni regionali sono chiamate a vigilare su una serrata che rischia di trasformarsi in un drammatico boomerang per il diritto alla salute dei cittadini campani.