Truffe online per arricchire il clan dei Casalesi, sequestro da quasi 1 milione

Due arresti nell'operazione condotta dalla Guardia di finanza, 24 le persone indagate

Un sofisticato sistema di truffe online, orchestrato da un'organizzazione criminale operante tra Italia e Spagna, che ha permesso di sottrarre circa 800mila euro a ignari cittadini. I fondi, almeno in parte, sarebbero confluiti nelle casse del clan dei Casalesi, finanziando le attività e il mantenimento delle famiglie dei detenuti.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotte dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, hanno portato all'arresto di due persone, imprenditori casertani nel settore automobilistico, e all'iscrizione nel registro degli indagati di altre 24 persone.

Le frodi venivano perpetrate attraverso diverse modalità, tra cui phishing, smishing e vishing. In un primo schema, le vittime ricevevano messaggi sms o email apparentemente provenienti dalla propria banca, con cui venivano informate di bonifici o addebiti non autorizzati. Successivamente, un finto impiegato bancario induceva la vittima a effettuare un bonifico istantaneo verso un conto riconducibile all'organizzazione criminale.

Un secondo metodo, ancora più insidioso, prevedeva l'attivazione fraudolenta di una copia della sim telefonica della vittima. Questo permetteva agli indagati di accedere all'home banking e, una volta ottenuta la password temporanea via sms, trasferire somme ingenti sui propri conti. I fondi venivano poi rapidamente spostati su altri conti, anche esteri, prelevati in contanti e consegnati in gran parte a esponenti del clan dei Casalesi.

In alcuni casi, i proventi illeciti sono stati investiti in valute virtuali, considerate un rifugio "sicuro" per la difficoltà di tracciarne i titolari.

Due le persone finite in carcere nell'inchieste che vede coinvolte complessivamente 24 persone accusate - a vario titolo - di associazione per delinquere finalizzata a frode informatica, riciclaggio e autoriciclaggio, con l'aggravante di aver agevolato il clan dei Casalesi per sei di loro.

Circa il 40% dei profitti illeciti veniva infatti consegnato in contanti a membri del clan, rafforzando la loro presenza sul territorio.
Le indagini si sono avvalse della cooperazione internazionale e hanno portato all'esecuzione di 21 perquisizioni in diverse province italiane, tra cui Napoli, Caserta, Modena, Benevento, Potenza e Isernia.