Su richiesta della Procura Europea (EPPO) con sede a Napoli, la Guardia di Finanza ha eseguito la scorsa settimana perquisizioni e sequestri di beni presso le abitazioni di cinque indagati tra Napoli e Caserta, nell'ambito di un'indagine per presunta frode ai danni dei fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il sequestro
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 305.500 euro. Il provvedimento ha riguardato autovetture, immobili e somme depositate sui conti correnti degli indagati.
L'ipotesi investigativa
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, una società con sede a Napoli avrebbe ottenuto un contributo a fondo perduto di 300mila euro dalla Recovery and Resilience Facility (RRF) dell'Unione Europea, il fondo destinato a sostenere la transizione digitale ed ecologica delle piccole e medie imprese italiane. Per ottenere il finanziamento, l'azienda avrebbe presentato bilanci falsi e fornito informazioni non vere.
I fondi pubblici così ottenuti sarebbero stati successivamente impiegati per finalità diverse da quelle previste dalla misura.
