Roma si prepara a ospitare la mobilitazione nazionale del movimento dei trattori, promossa dal Coapi– coordinamento agricoltori e produttori italiani, insieme a associazioni di agricoltori, pescatori, braccianti e cittadini.
L’appuntamento è fissato per il 6 e 7 marzo 2026, con l’ingresso dei trattori provenienti da tutto il Paese e un programma di iniziative pubbliche che porterà al centro dell’agenda politica nazionale la crisi del settore primario e la sovranità alimentare.
“Non veniamo a Roma per fare folklore. Difenderemo il diritto al cibo, il reddito di chi produce e la sovranità alimentare del Paese. Il cibo non è una merce di scambio nei trattati commerciali”, dichiara il COAPI.
Programma della mobilitazione:
6 marzo: ingresso dei trattori nella zona Ardeatina e prima marcia pubblica in città. La giornata culminerà con un incontro pubblico per il lancio della campagna nazionale contro le aree di libero scambio, con particolare riferimento all’accordo Ue-Mercosur, rinviato alla corte di giustizia europea dopo il voto del parlamento europeo.
7 marzo: manifestazione/evento a piazzale ostiense dalle ore 11 alle 15. Agricoltori, pescatori, braccianti e cittadini parteciperanno a un momento di confronto, testimonianze e collegamenti con iniziative internazionali.
Tra i punti principali:
Interventi straordinari per salvare le piccole e medie aziende e il lavoro agricolo. No all’accordo Ue-Mercosur. Difesa del diritto al cibo, sia nella produzione sia nel consumo.
Alle 14.30, la giornata si concluderà con la condivisione del cibo contadino in Piazza e l’adozione della risoluzione finale con l’agenda delle iniziative future.
La protesta non è solo di categoria: è una battaglia nazionale per garantire sicurezza alimentare, lavoro nei campi e presidio del territorio.
Il Coapi rivendica:
Esclusione dell’agricoltura dai trattati di libero scambio che generano dumping.
Reciproca tutela degli standard produttivi.
Stop alla compressione dei prezzi all’origine.
Reddito dignitoso per chi lavora la terra.
Diritto al cibo sano e accessibile per tutti.
Il 6 e 7 marzo Roma ascolterà la voce dei campi, delle marinerie e dei laboratori del cibo. I trattori che entreranno in città non rappresentano solo una protesta, ma una proposta politica chiara: rimettere al centro chi produce il cibo e chi lo consuma.
