Caso De Luca, l'analisi di Demarco: "E' un problema per il Pd..."

L'editorialista del Corriere della Sera a "Punto di vista": "Ora dovrebbe scontrarsi col figlio..."

caso de luca l analisi di demarco e un problema per il pd

"Le dimissioni del sindaco Napoli un gesto di scorrettezza istituzionale e politica verso gli elettori"

Il ritorno di De Luca sceriffo è un problema soprattutto per il Pd. Ne è convinto il direttore Marco Demarco, fondatore del Corriere del Mezzogiorno e editorialista del Corriere della Sera, intervistato nel corso di "Punto di vista" (CLICCA QUI PER VEDERE L'INTERVISTA) dal direttore di Otto Channel tv Pierluigi Melillo.

"Era tutto scritto in qualche modo. Cioè si sapeva che De Luca sarebbe rientrato a Salerno con questa funzione, diciamo non tanto di sceriffo ma di sindaco. Ma certo nessuno poteva prevedere i tempi, la rapidità, l'ostinazione, la tenacia con cui sta perseguendo questo progetto, spingendo l'attuale sindaco alle dimissioni, un gesto che rasenta diciamo la scorrettezza se non istituzionale perlomeno politica nei confronti dei propri elettori".

Ma come ne esce il centrosinistra da questa storia?

Demarco non ha dubbi: "Il centrosinistra ne esce male. Vedo qualche cosa che è una vera e propria patologia politico- istituzionale, cioè questo uso delle istituzioni come se fossero degli alberghi ad ora o a vita, senza nessun rispetto per la logica istituzionale. Il caso di Salerno farà scuola, sarà studiato. Nessuno si era spinto diciamo ad un tale progetto cioè quello di far dimettere un sindaco in carica con un anno di anticipo per consentire a colui il quale in qualche modo ne aveva propiziato l'elezione di prendere il suo posto, cioè di concedergli praticamente il seggio di sindaco. È qualcosa che non sta in piedi ma il problema è che non riguarda solo De Luca ma l'intero Partito Democratico. Basti pensare che la controparte di De Luca padre in questo contesto sarebbe il De Luca figlio che è segretario regionale del PD. Quindi è tutto il partito che è invischiato in questa logica istituzionale che non ha più nulla a che vedere con la cultura istituzionale che era quella della sinistra, cioè massimo rispetto delle regole".