Il prezzo del gasolio torna a sfondare il muro dei 2,20 euro al litro in seguito al termine dello sconto sulle accise scattato lo scorso 6 ottobre. Un aumento verticale che sta paralizzando i nodi logistici strategici del Mezzogiorno: dal Porto di Napoli alle principali arterie stradali, con i primi segnali di sofferenza nella distribuzione dei beni di prima necessità e nel rifornimento dei supermercati. In questo scenario di crescente tensione sociale, segnato dalla protesta ad oltranza degli autotrasportatori e dall'imminente mobilitazione degli agricoltori fissata per il 22 ottobre, il gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Campania ha depositato una mozione d'urgenza per chiedere l'istituzione di un Fondo regionale d'emergenza da almeno 20 milioni di euro.
L'iniziativa politica punta a tamponare l'impatto economico devastante su due settori chiave dell'economia campana: l'autotrasporto e il comparto agroalimentare.
La struttura del Fondo: ristori in 60 giorni e bonus per le aree interne
La proposta dem articola l'intervento economico da 20 milioni di euro in due direttrici operative fondamentali:
Ristori a fondo perduto: contributi diretti rivolti a imprese di autotrasporto, aziende agricole e agromeccaniche, erogabili entro 60 giorni tramite procedure telematiche.
Investimenti strutturali: risorse destinate al rinnovo del parco veicolare, all'aggregazione dei carichi e all'incentivazione del trasporto intermodale.
Un capitolo specifico della mozione riguarda le aree interne e montane. Per le aziende che operano in questi territori, penalizzate dalla maggiore distanza dai nodi logistici e dall'assenza di alternative al trasporto su gomma, il Pd prevede una maggiorazione dei contributi pari ad almeno il 30%.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria, il documento individua le risorse nella prima variazione di bilancio utile, nella manovra regionale 2027-2029 e nella riprogrammazione dei fondi europei di coesione e sviluppo rurale già disponibili.
Unità di crisi e sospensione dei finanziamenti: il piano in 3 punti
La mozione impegna il Presidente della Giunta e gli assessori competenti su tre fronti operativi immediati:
Unità di Crisi d'urgenza: convocazione entro 7 giorni di un tavolo permanente con associazioni di categoria, sindacati e istituzioni per tutelare il diritto di protesta garantendo, al contempo, il trasporto dei beni essenziali (farmaci, prodotti deperibili e collegamenti con le isole).
Moratoria sul credito e sgravi fiscali: stipula di accordi con la rete bancaria, l'ABI e i Confidi per la sospensione fino a 12 mesi della quota capitale dei finanziamenti, l'attivazione di garanzie regionali sui prestiti e l'abbattimento dei tassi d'interesse. Contestualmente, si chiede di valutare il taglio dell'IRAP per l'autotrasporto e l'esenzione/riduzione del bollo sui veicoli commerciali.
Piano Logistica e Piattaforma Valle Ufita: presentazione entro 90 giorni di un piano strategico per la logistica integrata nelle aree interne (strada-ferrovia e strada-mare) e l'accelerazione dell'hub logistico della Valle Ufita, interconnesso alla stazione AV Hirpinia della linea Napoli-Bari.
Incalzato anche il Governo: "Servono accisa mobile e crediti d'imposta"
Sebbene l'iniziativa muova dai banchi del Consiglio regionale, il gruppo del Pd sottolinea come l'azione locale debba essere accompagnata da interventi strutturali da parte del Governo centrale. "La Regione deve fare fino in fondo la propria parte con risorse e strumenti concreti, ma serve subito l'intervento dell'Esecutivo nazionale" - si legge nella nota del gruppo consiliare. Le richieste indirizzate a Roma riguardano l'attivazione immediata dell'accisa mobile per calmierare i prezzi alla pompa, il rifinanziamento integrale del credito d'imposta sul gasolio commerciale e lo sblocco definitivo degli incentivi per il rinnovo dei mezzi. Senza un intervento sinergico, avvertono i promotori della mozione, il caro carburante rischia di trasformarsi in un acceleratore di desertificazione industriale e spopolamento demografico per l'entroterra campano.
