Processo Carburanti, Nicola Cosentino assolto in Appello

Assoluzione anche per gli altri imputati condannati in primo grado.

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La Sesta sezione della Corte d'Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza di primo grado e assolto l'ex sottosegretario del Governo Berlusconi, Nicola Sorrentino, i fratelli e alcuni dipendenti.

Villa di Briano.  

 

di Andrea Fantucchio 

La Sesta sezione della Corte d’Appello di Napoli ha assolto l'ex sottosegretario all'Economia, del Pdl, Nicola Cosentino (avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro), i fratelli Giovanni (avvocato Vittorio Giaquinto) e Antonio, e gli altri imputati coinvolti nel processo ribattezzato “Carburanti”, che ruotava intorno all'attività svolta dall'azienda di famiglia dei Cosentino, l'Aversana Petroli. Gli imputati erano stati condannati a vario titolo per estorsione e illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso.

Oltre ai Cosentino sono stati assolti il funzionario della Regione Campania, Luigi Letizia, l'imprenditore che era ritenuto vicino al clan dei Casalesi, Michele Patrizio Sagliocchi, e i dipendenti della Q8 Giovanni Adamiano e Bruno Sorrentino, ex capoarea difeso dall'avvocato avellano Pasquale Gatta.

L'ex politico di Casal Di Principe era stato condannato in primo grado a sette anni e sei mesi di carcere, mentre ai fratelli Antonio e Giovanni erano state inflitte condanne a cinque anni e quattro mesi e a nove anni. Letizia era stato condannato a cinque anni e quattro mesi, mentre i dipendenti della Q8 Sorrentino e Adamiano a tre anni a sei, per Sagliocchi il tribunale aveva deciso sette anni di reclusione. Inoltre il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in primo grado, aveva già dichiarato prescritto il reato per l’ex prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi, e assolto tre dipendenti dell'ufficio tecnico

Le contestazioni si riferiscono a un periodo che va dal 2002 al 2013. L’Aversana Petroli, fondata dal padre dell’ex politico Cosentino, per la Direzione distrettuale antimafia di Napoli sarebbe stata avvantaggiata illecitamente ai danni della società di un altro imprenditore, Luigi Gallo. Denuncia che, unite alle dichiarazioni rilasciate dall'ex sindaco di Villa Briano (Caserta), Raffaele Zippo, erano state determinanti per l'arresto di Cosentino nel 2014. Ora la Corte d'Appello ha disposto l'invio degli atti in Procura per valutare l'ipotesi di falsa testimonianza.

Secondo gli inquirenti i Cosentino avevano fatto pressione affinché proprio il Comune di Villa di Briano negasse l'autorizzazione all'apertura di una pompa di benzina di Gallo. In quello stesso periodo la prefettura di Caserta aveva anche cancellato l'interdittiva antimafia per l'azienda di Cosentino nonostante una sentenza del Consiglio di Stato. Accuse che erano valse l'inchiesta a carico proprio del Prefetto, Stasi. Entusiasta Cosentino che ora potrebbe anche chiedere un risarcimento per ingiusta detenzione, legato proprio al periodo trascorso in carcere nel corso di quest'inchiesta.