Caserta, clochard ucciso in piazza. Santillo: «Atto disumano»

Guido è morto dopo l’aggressione in piazza Sant’Anna. Arrestato il presunto responsabile

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Il deputato M5S Agostino Santillo denuncia la violenza costata la vita a Guido e chiama la città a reagire. L’ex cameriere, da tempo senza dimora, è morto in ospedale. Un uomo è accusato di omicidio volontario

Caserta.  

Caserta si interroga sulla morte di Guido, l’ex cameriere senza fissa dimora deceduto dopo una violenta aggressione avvenuta in piazza Sant’Anna, nel cuore della città. Sul caso interviene il deputato casertano del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo, che parla di «orrore» e di «intollerabile disumanità», chiedendo una reazione collettiva davanti a una vicenda che ha profondamente scosso il capoluogo.

«Morire ammazzati di botte al centro di Caserta è un orrore», afferma il parlamentare. Per Santillo, chi ha aggredito Guido dovrà rispondere fino in fondo delle proprie responsabilità, ma l’episodio impone anche una riflessione sulla capacità di una comunità di reagire davanti alla violenza.

L’aggressione nel cuore di Caserta

Guido, conosciuto in città e dalle realtà impegnate nell’assistenza alle persone più fragili, era stato aggredito mercoledì pomeriggio in piazza Sant’Anna. Secondo le ricostruzioni investigative, sarebbe stato colpito ripetutamente fino a cadere a terra. Soccorso dal personale del 118, era stato trasferito all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove le sue condizioni si sono progressivamente aggravate. È morto dopo alcuni giorni di ricovero.

L’uomo ritenuto responsabile dell’aggressione, indicato dalle fonti investigative come un cittadino di origini ucraine, è stato individuato e arrestato dalla Guardia di Finanza. Dopo il decesso della vittima, nei suoi confronti viene contestato l’omicidio volontario. Le indagini sono condotte dal Comando provinciale delle Fiamme Gialle di Caserta, guidato dal colonnello Nicola Sportelli. Restano da chiarire con precisione il movente e quanto accaduto nei momenti immediatamente precedenti alla violenza.

Santillo: «Caserta non è questa»

È soprattutto sul significato sociale dell’episodio che insiste Santillo. «È fondamentale sensibilizzare e scuotere le coscienze di tutti noi, affinché non accada mai più», afferma il deputato, definendo quanto accaduto un segnale di «degrado inaccettabile».

Nella sua nota il parlamentare punta il dito anche contro l’atteggiamento di chi avrebbe assistito alla violenza senza intervenire. Su questo aspetto, tuttavia, le ricostruzioni disponibili non sono del tutto coincidenti: alcune fonti locali riferiscono che commercianti e passanti presenti nella zona avrebbero dato l’allarme e successivamente prestato i primi soccorsi.

Il nodo sollevato dal deputato resta quello della responsabilità collettiva. «Caserta non è questa. Caserta non merita questo», sostiene Santillo, invitando la comunità a recuperare «la sensibilità e il valore autentico della socialità».

Guido, dalla strada a un tetto a Maddaloni

Dietro la definizione di clochard c’era una storia conosciuta da chi, negli anni, aveva provato ad aiutare Guido. Ex cameriere, aveva vissuto a lungo in strada e frequentava la mensa della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes. Il parroco don Antonello Giannotti ha raccontato che recentemente era stato trovato per lui anche un tetto a Maddaloni e che la comunità parrocchiale era diventata uno dei suoi punti di riferimento.

Sulla morte è intervenuto anche il vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua Pietro Lagnese, che conosceva personalmente Guido. «La sua morte interpella la coscienza di tutti», ha sottolineato il presule, richiamando istituzioni, volontariato e cittadini alla tutela delle persone che vivono ai margini.

Anche l’associazione Il Sorriso di Padre Pio, che aveva seguito Guido nel suo percorso, lo ha ricordato come una persona che aveva fatto parte delle proprie attività di assistenza.

Due morti tra i senza dimora in pochi giorni

La tragedia di piazza Sant’Anna arriva inoltre a breve distanza dalla morte di un altro uomo senza fissa dimora a Caserta. Nei giorni precedenti il corpo di un cittadino algerino di 65 anni era stato trovato nell’area di piazza IV Novembre. In quel caso le prime informazioni hanno indicato come probabile causa un malore e non sono emersi elementi che colleghino i due episodi.

La successione delle due morti ha però riaperto il confronto sulle condizioni delle persone senza casa e sulla sicurezza delle aree del centro frequentate da chi vive situazioni di forte marginalità.

Per piazza Sant’Anna resta aperto anche un altro dossier. Residenti e commercianti hanno segnalato negli ultimi mesi episodi di tensione, risse e problemi di ordine pubblico. La morte di Guido porta ora quella situazione davanti alle istituzioni con un peso diverso: non più soltanto quello del degrado percepito, ma quello di una vita spezzata nel pieno centro della città.

L’inchiesta dovrà ricostruire ogni responsabilità

Gli investigatori dovranno definire la sequenza dell’aggressione, il possibile movente e il ruolo delle persone presenti. Per l’uomo arrestato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, mentre l’accusa formulata dopo la morte di Guido è quella di omicidio volontario.

Sul piano pubblico, invece, il caso è già diventato un interrogativo per Caserta. È a questo che si riferisce Santillo quando parla di una società che rischia di perdere il senso dell’umanità. Un richiamo che si aggiunge alle parole della Chiesa locale e delle associazioni che per anni hanno assistito Guido: dietro la marginalità, ricordano, c’era una persona con una storia, relazioni e un nome.