Salvaguardare e potenziare l'ospedale di Piedimonte Matese

Popolazioni a rischio isolamento, appello forte alla politica

salvaguardare e potenziare l ospedale di piedimonte matese

L'appello di Gianpaolo Giacomantuono, fresco di nomina nella segreteria provinciale della Uil-Fpl...

Piedimonte Matese.  

«Come organizzazione sindacale siamo impegnati in un’azione forte per ottenere non solo la salvaguardia dell’ospedale di Piedimonte Matese, ma anche il suo potenziamento».

A dichiararlo è Gianpaolo Giacomantuono, fresco di nomina nella segreteria provinciale della Uil-Fpl. «Una struttura come l’ospedale di Piedimonte che serve un’area territorialmente vasta, seppur non densamente popolata, non può sottostare a parametri ragionieristici rispetto alle sue funzioni – ha sottolineato il dirigente della Uil-Fpl – un cittadino è costretto a percorrere una sessantina di chilometri per raggiungere dal Matese la struttura più vicina, oggettivamente troppi da poter pensare di eliminare un presidio come quello di Piedimonte».

Ma Giacomantuono, non ha incentrato la sua battaglia sindacale solo sotto l’aspetto politico. «Non solo è indispensabile che la struttura venga mantenuta, ma è fondamentale che la stessa venga potenziata sul piano del personale in modo da poter garantire da una parte sempre più e meglio i livelli minimi di assistenza e, dall’altra condizioni lavorative ottimali per tutto il personale sanitario – ha sottolineato – tra le nostre priorità c’è, sicuramente, la stabilizzazione degli operatori socio sanitari che svolgono una funzione indispensabile all’interno dell’ospedale, ma che continuano ad essere precari».

A dare man forte all’azione di Giacomantuono, il segretario generale della Uil-Fpl Domenico Vitale che sottolinea come nella visione del sindacato ci sia il potenziamento della rete delle emergenze. «Non è possibile immaginare una rete ospedaliera che non sia in grado di garantire le emergenze – ha sottolineato – in questa direzione, si inserisce la nostra azione per l’ospedale di Piedimonte che rappresenta l’unico presidio di un territorio amplissimo. Come organizzazione, siamo impegnati sia nei tavoli regionali che in quelli con l’Asl in questa direzione».