Scontro totale sul CPR a Castel Volturno: anche gli ambientalisti dicono no

Fronte comune contro il progetto del Viminale, Lagnese verso il faccia a faccia con Piantedosi

scontro totale sul cpr a castel volturno anche gli ambientalisti dicono no

L’istanza alla Regione: "La Piana diventi Zona di Protezione Speciale"

Castel Volturno.  

La mobilitazione contro il nuovo Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) di Castel Volturno si allarga. Quella che era nata come una ferma opposizione etica e sociale guidata dalla Chiesa cattolica, si è trasformata nelle ultime ore in una battaglia ambientale e legale. Al "No" di monsignor Pietro Lagnese si aggiunge ora il ricorso degli ambientalisti: l'area individuata per il centro, denominata "La Piana", sarebbe un tesoro di biodiversità da proteggere.

L’istanza alla Regione: "La Piana diventi Zona di Protezione Speciale"

Le associazioni Elsa Ets e A.s.o.i.m. (Associazione studi ornitologici Italia Meridionale) hanno presentato un'istanza ufficiale alla Regione Campania. L'obiettivo è chiaro: far riconoscere l'area come Zona di Protezione Speciale (ZPS). Secondo le relazioni tecniche, il sito tra Castel Volturno e Cancello ed Arnone non è un terreno marginale, ma un ecosistema unico che ospita ben 15 specie nidificanti di uccelli rare e protette dall'UE, l'area è un punto strategico nelle rotte internazionali per la sosta dell'avifauna.

"Non permetteremo che cemento e detenzione distruggano ciò che la natura ha creato", dichiarano i promotori. "La scelta del Governo appare come l'ennesimo tentativo di gravare su un territorio già fragile e martoriato", denuncia Leda Tonziello, presidente di Elsa Ets.

Il fronte cattolico: Lagnese verso il faccia a faccia con Piantedosi

Mentre gli avvocati preparano le carte, la diplomazia non si ferma. Monsignor Pietro Lagnese, che ha ribadito il suo rifiuto totale durante una conferenza stampa al Centro Fernandes, potrebbe incontrare a breve il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. L'obiettivo del Viminale è fugare i dubbi sui maltrattamenti e sul rischio di marginalizzazione di un territorio che la Chiesa chiede invece di trasformare in un "laboratorio di convivenza civile". All'appello di Lagnese si è unito tutto l'episcopato campano, sollecitando il Governo a scegliere la via dell'inclusione anziché quella del "contenimento".

La replica della Lega: "Il CPR porta sicurezza e lavoro"

Nonostante le proteste, il Governo tira dritto. Gianpiero Zinzi, coordinatore regionale della Lega, sta mediando per l'incontro tra il Ministro e il Vescovo, ma difende il progetto con forza: il CPR è considerato uno strumento indispensabile per rendere effettivi i rimpatri dei soggetti pericolosi o senza titolo. Il Governo promette di alleggerire la presenza di migranti nei centri di accoglienza (CAS) in cambio dell'apertura del CPR. Zinzi sostiene che la struttura, essendo chiusa, non influirà sulla quotidianità dei residenti e porterà investimenti e una maggiore presenza dello Stato.

Verso la costituzione di un Comitato Territoriale

La tensione resta alta. Mentre la politica cerca di mediare è in fase di costituzione un Comitato territoriale. Cittadini, attivisti e realtà associative si preparano a "opporsi con ogni mezzo democratico" alla realizzazione della struttura, promuovendo la valorizzazione della Piana come risorsa naturalistica. La sfida per Castel Volturno si gioca ora su tre tavoli: quello della dignità umana sollevato dalla Chiesa, quello della sicurezza rivendicato dal Governo e quello della tutela ambientale lanciato dagli scienziati. Un cortocircuito istituzionale che mette a dura prova il futuro di una delle aree più complesse della Campania.