Dall’Oregon all’Abruzzo, attraversando oceani e decenni di storia. Daniel Greenstadt, arrivato da Portland con la moglie e la figlia quindicenne, ha raggiunto Scanno durante le vacanze natalizie per rendere omaggio alla famiglia che, durante la Seconda guerra mondiale, salvò i suoi parenti di origine ebraica dalle persecuzioni naziste. Un viaggio nato quasi per caso, annunciato con un semplice messaggio sui social, e diventato in poche ore un incontro carico di significato. Muniti soltanto di alcune fotografie ingiallite e di pochi riscontri ricevuti online, i Greenstadt hanno trovato nel paese abruzzese una comunità pronta ad aiutare. Decisivo il supporto dei carabinieri forestali, che hanno avviato una serie di contatti fino a risalire ai discendenti di Serafina, la donna che tra il 1942 e il 1943 offrì rifugio alla madre di Daniel, allora bambina, ai suoi zii e alla nonna, fuggiti da Anzio.
L’incontro con i discendenti
In poche ore la ricerca ha portato a Carmen Del Fattore, nipote di Serafina, che ha aperto la propria casa alla famiglia americana. Lì si è consumato il momento più intenso del viaggio. «Voglio ringraziarvi di persona: senza l’aiuto della vostra famiglia non sarei qui oggi», ha detto Daniel con commozione, chiudendo idealmente un cerchio rimasto aperto per oltre ottant’anni.
Il coraggio silenzioso di Serafina
Secondo i racconti tramandati in famiglia, Serafina avvisava i suoi protetti ogni volta che i tedeschi si avvicinavano al paese, accompagnandoli in una grotta in montagna dove portava loro cibo quotidianamente. Quando il pericolo rientrava, li aiutava a tornare a nascondersi in paese. Un gesto ripetuto per due anni, con discrezione e senza clamore. Negli stessi anni, Scanno fu luogo di confino e rifugio anche per figure di primo piano della cultura italiana come Guido Calogero e Carlo Azeglio Ciampi, che vi si nascose per sfuggire ai nazifascisti. Un contesto che rende ancora più emblematico il ruolo svolto dal piccolo centro abruzzese durante il conflitto. Dopo la guerra, la famiglia di Daniel emigrò negli Stati Uniti. La madre tornò a Scanno nel 1974 per ringraziare Serafina di persona. Oggi, Daniel è tornato con la figlia adolescente per raccontarle una storia di coraggio e solidarietà che continua a vivere, dimostrando come un gesto compiuto nel silenzio possa attraversare il tempo e unire popoli e culture diverse.
