Bimbi del bosco, l’appello del padre: «Niente proteste, fermate i sit-in»

Nathan Trevallion chiede rispetto: «Voglio solo che i miei figli tornino a casa»

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Il Tribunale difende le decisioni prese per il benessere dei minori. La presidente sotto scorta dopo le minacce. Il Garante: «Nessun rischio di adozione»

Appello pubblico di Nathan Trevallion, padre dei tre bambini che vivevano con i genitori in una zona boschiva nei pressi di Palmoli, in provincia di Chieti. Dopo aver incontrato i figli nella casa famiglia dove sono ospitati dal 24 novembre 2025, l’uomo ha chiesto di fermare manifestazioni e presidi organizzati davanti alla struttura. «Voglio che i miei figli tornino a casa – ha dichiarato – ma fino a quando questo non sarà possibile preferisco che restino nella struttura dove sono adesso». Trevallion ha spiegato di temere ulteriori spostamenti dei bambini e ha invitato sostenitori e cittadini a evitare proteste che possano creare tensioni o disagi attorno alla comunità che li ospita. La vicenda è iniziata con la decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, che lo scorso novembre ha disposto il trasferimento dei tre fratelli dal contesto familiare nel bosco a una struttura protetta.

Le motivazioni del Tribunale

In un comunicato ufficiale, il procuratore e presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha respinto le accuse di decisioni ideologiche contro i genitori. Le misure adottate, viene sottolineato nella nota, rispondono esclusivamente all’esigenza di tutelare il benessere dei minori. Secondo i magistrati, provvedimenti come l’allontanamento temporaneo dal contesto familiare sono sempre frutto di valutazioni delicate e mirano a garantire i diritti dei bambini. Il Tribunale ha inoltre ribadito l’importanza del rispetto della vita privata dei soggetti coinvolti e del lavoro delle istituzioni chiamate a intervenire. Nei giorni scorsi è stato disposto anche l’allontanamento della madre, Catherine Birmingham, dalla comunità che ospita i figli, nell’ambito delle misure decise dai giudici.

Il garante: «Nessun rischio di adozione»

Sul caso è intervenuta anche la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, per chiarire alcuni punti della vicenda. Secondo quanto spiegato, allo stato attuale non esiste alcun rischio che i bambini vengano dichiarati adottabili. Il provvedimento del Tribunale non prevede una separazione definitiva dalla famiglia ma solo misure temporanee di tutela. La garante ha inoltre assicurato che i tre fratelli non verranno separati tra loro e che le istituzioni stanno valutando tutte le soluzioni possibili per garantire stabilità e continuità ai minori. La responsabile ha anche denunciato un episodio avvenuto durante un sit-in davanti alla comunità: una ragazza minorenne ospite della struttura sarebbe stata insultata perché scambiata per un’operatrice. Un fatto definito «inaccettabile» e che rafforza l’appello a evitare nuove proteste davanti alla casa famiglia.

La giudice sotto protezione

Intanto la presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che ha firmato il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale dei coniugi Trevallion-Birmingham, è stata posta sotto vigilanza dopo minacce e attacchi sui social legati alla vicenda. Le forze dell’ordine garantiscono ora la protezione della magistrata negli spostamenti, mentre le istituzioni invitano alla massima prudenza nella gestione pubblica del caso, ricordando che al centro della vicenda restano i diritti e la tutela dei tre minori.