Si è chiuso questa mattina, nella solennità dell’Epifania, il Giubileo della Speranza. Papa Leone XIV ha sigillato la Porta Santa della Basilica di San Pietro, l’ultima rimasta aperta dopo l’avvio dell’Anno Santo voluto da Papa Francesco la vigilia di Natale del 2024. Un gesto carico di simboli, che ha segnato la conclusione ufficiale del Giubileo davanti a migliaia di fedeli. Alla celebrazione solenne ha preso parte anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, insieme al presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana. Nonostante il clima freddo e piovoso, circa tremila pellegrini hanno affollato Piazza San Pietro per assistere al rito conclusivo. Nel testo di ringraziamento previsto dal canone, il Papa ha affidato al Signore il senso ultimo del Giubileo appena concluso. «Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza», ha pregato Leone XIV, ricordando come il cammino dei pellegrini di speranza non termini con la fine dell’Anno Santo, ma prosegua nella vita quotidiana illuminata dalla misericordia.
La prassi stabilita da Giovanni Paolo II
Il rito si è svolto secondo la prassi introdotta nel 1975 e poi semplificata da Giovanni Paolo II per il Giubileo del 2000. Il Pontefice ha raggiunto la soglia della Basilica, si è inginocchiato in preghiera silenziosa e ha chiuso i grandi battenti di bronzo. Il significato resta chiaro: il Giubileo termina, ma la misericordia di Dio non conosce chiusure. Nei prossimi giorni la Porta Santa sarà murata nel corso di un rito riservato, presieduto dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche. Nella parete di mattoni realizzata dai Sampietrini della Fabbrica di San Pietro sarà collocata la tradizionale capsis, contenente il verbale di chiusura, le monete dell’Anno Santo e le chiavi della Porta. Prima di San Pietro erano già state chiuse le Porte Sante di Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura. Papa Francesco aveva inoltre voluto una quinta Porta Santa nel carcere di Rebibbia.
L’omelia dell’Epifania
Dopo il rito, Leone XIV ha presieduto la Messa dell’Epifania. Nell’omelia ha richiamato la figura dei Magi come simbolo di un’umanità ancora capace di cercare. «I Magi esistono ancora», ha detto, invitando a non trasformare le chiese in monumenti ma in comunità vive. «La fedeltà di Dio ci stupirà ancora», ha aggiunto, affidando alla figura di Maria il cammino della Chiesa nel tempo che viene. La giornata è stata accompagnata da un articolato dispositivo di sicurezza predisposto dalla Questura e dalla Prefettura di Roma. L’area attorno a via della Conciliazione e a piazza San Pietro è stata sottoposta a controlli rafforzati e limitazioni al traffico, con il coordinamento affidato al questore Roberto Massucci.
