Crisi Venezuela, Trentini e Burlò finalmente liberi: rientro imminente in Italia

Governo italiano: “Gioia e gratitudine”

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Dopo oltre 400 giorni di detenzione senza accuse formali, Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati scarcerati e trasferiti all’ambasciata italiana a Caracas

Sono liberi Alberto Trentini e Mario Burlò, i due connazionali detenuti in Venezuela da oltre quattrocento giorni. Lo ha annunciato nelle prime ore del 12 gennaio il ministro degli Esteri Antonio Tajani, precisando che i due si trovano “in buone condizioni” presso l’ambasciata italiana a Caracas dopo essere stati scarcerati dalle autorità venezuelane. Il rientro in Italia potrebbe avvenire già oggi o al massimo domani, grazie a un aereo partito da Roma appositamente per trasferirli a casa. Tajani ha ribadito che la loro liberazione rappresenta “un forte segnale” da parte della presidente di Caracas Delcy Rodríguez, e ha ringraziato formalmente il governo venezuelano per la “costruttiva collaborazione”.

Il ringraziamento del governo italiano

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto la notizia “con gioia e soddisfazione”, sottolineando di aver parlato con Trentini e Burlò. Meloni ha espresso gratitudine “alle autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodríguez, e a tutte le istituzioni e alle persone che in Italia hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”.

Una detenzione senza accuse formali

Trentini era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre si trovava in Venezuela per lavoro umanitario con l’ONG Humanity & Inclusion e, nonostante non siano mai state formalizzate accuse nei suoi confronti, è rimasto detenuto nel carcere di El Rodeo per oltre 423 giorni. Burlò, un commercialista torinese, era invece in carcere da oltre un anno dopo essersi recato in Venezuela per affari. I familiari di Trentini, tramite l’avvocata Alessandra Ballerini, hanno dichiarato che la liberazione rappresenta la notizia attesa da più di un anno e che ora servirà tempo per recuperare dall’esperienza di prigionia, chiedendo rispetto della privacy. I genitori di Alberto, Armanda ed Ezio, hanno ricevuto l’abbraccio della comunità veneta, come ricordato dal presidente regionale Alberto Stefani