Meloni critica Trump sui dazi per la Groenlandia: «È un errore»

La premier chiama la Casa Bianca e invita a evitare l’escalation. Schlein: «Serviva più nettezza»

meloni critica trump sui dazi per la groenlandia e un errore

Da Seul Giorgia Meloni prende le distanze dalla decisione americana sui dazi contro i Paesi impegnati nella sicurezza della Groenlandia. Dialogo con Trump e con la Nato, confronto aperto in Europa

È una critica esplicita, la prima dall’insediamento di Donald Trump. Giorgia Meloni, parlando ai cronisti in Corea del Sud, definisce «un errore» l’aumento dei dazi annunciato da Washington contro i Paesi che hanno inviato soldati in Groenlandia. «Non condivido questa scelta», dice, sottolineando la necessità di «riprendere il dialogo ed evitare una escalation». La presidente del Consiglio racconta di aver interrotto il programma della giornata per contattare direttamente Trump. «Gli ho detto quello che penso», spiega, aggiungendo di aver parlato anche con il segretario generale della Nato. L’obiettivo dichiarato è chiarire un equivoco politico: l’invio di contingenti europei nell’Artico non sarebbe un atto antiamericano, ma un contributo alla sicurezza contro «altri attori» percepiti come ostili, con un riferimento implicito a Cina e Russia.

Il ruolo della Nato

Nel ragionamento della premier, la Nato resta il perno. È lì, sostiene, che vanno organizzati strumenti comuni di deterrenza in un’area strategica come l’Artico. Il lavoro avviato dall’Alleanza sulla sicurezza della regione viene indicato come la strada giusta per superare incomprensioni e ridurre le tensioni transatlantiche. La posizione del governo non convince il Partito democratico. La segretaria Elly Schlein attacca: la politica estera di un grande Paese «non può ridursi all’attesa di ciò che dirà o farà Trump». Sulla Groenlandia, aggiunge, sarebbe servita una presa di posizione più netta: difesa dell’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea, senza ambiguità. Più prudente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che rivendica un ruolo di mediazione per l’Italia. «Parliamo con tutti e diciamo sempre la verità», afferma, ricordando il lavoro svolto sull’accordo sui dazi e sostenendo che Roma può contribuire anche in questa fase a smorzare lo scontro. La crisi sui dazi legata alla Groenlandia mette alla prova gli equilibri tra alleati e costringe l’Italia a un esercizio di equilibrio tra fedeltà atlantica e linea europea. Meloni scommette sul dialogo per disinnescare l’escalation; l’opposizione chiede maggiore chiarezza politica. Il confronto è appena iniziato.