Gassmann: "Sulla giustizia voto no, restiamo tutti uguali davanti alla legge"

L’attore spiega la sua scelta sul referendum costituzionale: separazione dei poteri e Costituzione

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L’attore e regista annuncia il suo no, richiamando i principi fondanti dello Stato di diritto e invitando i cittadini a partecipare al voto

Per Alessandro Gassmann la separazione e l’indipendenza dei poteri rappresentano uno dei cardini della democrazia. Un impianto pensato, ricorda, dopo la tragedia del nazifascismo proprio per costruire solide strutture di protezione. Dentro quel disegno costituzionale, spiega, gli equilibri tra governo e giustizia sono messi in sicurezza a tutela di tutti i cittadini. Il cuore della sua scelta è l’uguaglianza. Gassmann sottolinea come l’attuale architettura garantisca che potenti e fragili restino uguali di fronte alla legge. È questo, afferma, il motivo per cui voterà no: preservare un sistema che non distingua tra deboli e forti, evitando che modifiche affrettate possano incrinare un equilibrio delicato.

Il confronto con chi scrisse la Carta

Nell’intervista l’attore evidenzia un divario che giudica evidente, culturale ed etico, tra i padri costituenti e l’attuale classe dirigente. La Costituzione italiana, ricorda, è ammirata universalmente; cambiarla ora e in questo modo, sostiene, solleva interrogativi profondi sulla direzione intrapresa. C’è poi l’appello ai cittadini. Gassmann invita a ricordare che in questo tipo di referendum non è previsto il quorum: il risultato passa comunque, basta un voto in più per il sì o per il no. Proprio per questo, sottolinea, andare alle urne e partecipare diventa ancora più giusto e necessario, un dovere civico che rafforza la democrazia.