Le Borse europee proseguono in deciso ribasso nella prima seduta della settimana, zavorrate dall’annuncio del presidente statunitense Donald Trump sull’introduzione di nuovi dazi commerciali legati alla crisi in Groenlandia. A partire dal primo febbraio, Washington prevede tariffe del 10% verso diversi Paesi europei, accusati di aver inviato truppe sull’isola artica, riaccendendo il timore di una nuova guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. In Europa prende corpo l’ipotesi di congelare le approvazioni dell’intesa commerciale siglata con gli Stati Uniti lo scorso anno. Da Parigi, il presidente Emmanuel Macron invoca l’attivazione dello strumento anti-coercizione dell’Unione europea. Il clima resta teso anche sul piano diplomatico, mentre a Davos si apre il World Economic Forum, con l’incertezza geopolitica destinata a dominare il dibattito tra leader politici e finanziari. Il nervosismo si riflette sui listini. Parigi arretra di oltre un punto percentuale, Francoforte segue con un calo marcato e Londra limita le perdite. Piazza Affari risulta tra le peggiori, con l’indice principale in flessione significativa. A soffrire maggiormente sono i comparti più ciclici e sensibili al commercio globale, come auto, lusso e tecnologia, penalizzati dall’aumento dell’avversione al rischio.
Corsa ai beni rifugio, oro e argento ai massimi
Nel clima di incertezza gli investitori tornano a puntare sui beni rifugio. I metalli preziosi proseguono la corsa avviata la scorsa settimana, con oro e argento che aggiornano nuovi massimi. Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund resta stabile, con il rendimento del decennale italiano poco mosso, segnale di una tensione che per ora si concentra soprattutto sull’azionario. Non tutto però è in rosso. I titoli della difesa si muovono in decisa controtendenza, sostenuti dall’inasprimento delle tensioni geopolitiche e dalle prospettive di maggiori investimenti militari. A livello europeo il sottoindice dedicato alle forniture militari avanza con decisione, mentre anche il comparto aerospazio e difesa mostra segni positivi. A Milano spicca il rialzo di Leonardo, che beneficia del rinnovato interesse per il settore della difesa. Tengono anche alcuni titoli regolati e finanziari, mentre il comparto tecnologico subisce prese di beneficio. In forte calo STMicroelectronics, insieme ad altri nomi del lusso e dell’industria più esposti al ciclo globale.
