Referendum, Nordio alla Camera contro le opposizioni: "Petulanti litanie"

Il ministro difende la riforma sulla separazione delle carriere e scatena le proteste

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Nordio respinge le accuse di attacco all’autonomia dei pm e chiama in causa Bettini sul voto politico contro il governo

L’affondo del ministro. Toni durissimi alla Camera dei deputati durante le comunicazioni annuali sull’amministrazione della giustizia. Il ministro Carlo Nordio ha liquidato le critiche alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri definendole «una petulante litania davanti alla quale non vi è possibilità di replica». Un’espressione che ha immediatamente acceso lo scontro con le opposizioni.

La difesa della riforma
Nel suo intervento, Nordio ha respinto l’accusa secondo cui la riforma metterebbe a rischio l’indipendenza della magistratura requirente. Secondo il ministro, la separazione delle carriere non rappresenterebbe un vulnus alla Costituzione, ma anzi rafforzerebbe l’autonomia dei pubblici ministeri. «La Costituzione attuale non riconosce al pm le stesse garanzie dei giudici – ha sostenuto – noi eleviamo il pm alla stessa libertà, autonomia e indipendenza del giudice», facendo riferimento all’articolo 101 della Carta.

Le contestazioni in Aula
Il richiamo alla “litania” ha provocato le proteste immediate del centrosinistra. A intervenire è stato anche il vicepresidente di turno della Camera, Fabio Rampelli, che ha accusato il deputato dem Federico Fornaro di voler limitare il diritto di parola del governo. Ma Nordio non ha arretrato, ribadendo che le accuse di voler sottomettere la magistratura all’esecutivo sono «ripetitive e infondate».

Il riferimento a Bettini
Nel finale, il ministro ha chiamato in causa il fondatore del Partito democratico Goffredo Bettini, citando un suo recente intervento. Secondo Nordio, Bettini avrebbe ammesso che la riforma potrebbe essere condivisibile nel merito, ma che il No al referendum sarebbe motivato esclusivamente da ragioni politiche e dall’opposizione al governo Giorgia Meloni.

Clima da campagna referendaria
Lo scontro di Montecitorio conferma come il dibattito sulla riforma della giustizia sia ormai entrato nel vivo della campagna referendaria. Da un lato la maggioranza rivendica un intervento di equilibrio e modernizzazione, dall’altro le opposizioni denunciano il rischio di un indebolimento delle garanzie costituzionali. Un confronto destinato a restare acceso nelle prossime settimane.