Fratoianni attacca Piantedosi: «Sull’Ice ha mentito o non sapeva»

Alla Camera scontro durissimo sull’ipotizzata presenza di agenti Usa alle Olimpiadi Milano-Cortina

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Il leader di Avs accusa il ministro dell’Interno di aver negato informazioni e di legittimare una svolta autoritaria. La maggioranza respinge le critiche

Un attacco frontale, senza attenuanti. Nicola Fratoianni ha accusato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di aver mentito al Paese o, in alternativa, di non essere stato informato su un dossier che rientra pienamente nelle sue competenze. Il riferimento è alla presunta presenza in Italia di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Fratoianni ha ricordato le dichiarazioni del 24 gennaio, quando il ministro disse di non saperne nulla, giudicando oggi «inaccettabile» liquidare la questione come una polemica strumentale.

Le accuse di opacità

Secondo il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Piantedosi avrebbe evitato di chiarire quando e come il Viminale sia stato informato, preferendo ribaltare le critiche sull’opposizione. Una linea che, a suo dire, tratta il Parlamento con sufficienza e scarica ogni responsabilità su accordi precedenti. «Siete al governo da anni», ha insistito Fratoianni, chiedendo conto delle scelte attuali e non di quelle dei governi passati.

Il nodo politico e internazionale

Nel mirino anche il contesto internazionale. Fratoianni ha sostenuto che l’Ice di oggi non sia paragonabile a quella del passato, denunciando una deriva repressiva attribuita all’amministrazione di Donald Trump. La presenza dell’agenzia statunitense in Italia, ha affermato, rischierebbe di legittimare pratiche autoritarie e di sicurezza invasive, in contrasto con i valori democratici e con la tutela delle libertà civili.

La linea di Avs

Il leader di Avs ha rivendicato una scelta di campo netta, contro razzismo e repressione, e a difesa degli spazi democratici. Ha evocato un modello di controllo fondato su sorveglianza preventiva e riduzione delle libertà, accusando la destra di usarlo come riferimento politico. «Non ve lo consentiremo», ha concluso, promettendo battaglia parlamentare.