La figura di Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano e tra i padri del popolarismo europeo, sarà al centro della conferenza-dibattito “Don Luigi Sturzo. Un’eredità politica per l’Europa dei Popolari”, in programma lunedì 23 febbraio alle ore 18 al Parlamento europeo, a Bruxelles.
L’iniziativa è promossa da Forza Italia e dal Partito Popolare Europeo, su impulso dell’eurodeputato Marco Falcone, vicecapo delegazione di Forza Italia tra Bruxelles e Strasburgo.
I protagonisti del confronto
Alla conferenza parteciperanno alcuni dei principali esponenti della famiglia dei Popolari europei. Previsti gli interventi della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, del presidente del Gruppo PPE Manfred Weber e del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il dibattito approfondirà il pensiero politico e sociale del sacerdote nato a Caltagirone attraverso i contributi di monsignor Marco Malizia, di Loredana Teodorescu dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma e di monsignor Michele Pennisi, presidente della Fondazione Luigi Sturzo di Caltagirone. Modera il giornalista Leonardo Panetta. È previsto anche il saluto del segretario generale del Parlamento Ue Alessandro Chiocchetti.
L’eredità del cattolicesimo democratico
«Nel corso della sua lunga attività politica e intellettuale – spiega Falcone – Don Luigi Sturzo ha elaborato una visione coraggiosa del cattolicesimo democratico fondata su libertà, autonomia delle comunità e centralità della persona, dentro la cornice di un’Europa unita». Secondo l’eurodeputato, quell’impianto culturale ha anticipato il percorso di leader come Alcide De Gasperi e rappresenta ancora oggi un riferimento identitario per il Partito Popolare Europeo.
La conferenza, realizzata con la collaborazione dell’Istituto “Luigi Sturzo” di Roma, della Fondazione Sturzo di Caltagirone, dell’Istituto di Sociologia “Luigi Sturzo”, del Circolo culturale “Esperia” di Bruxelles e del CISS, si propone di rileggere l’attualità del pensiero sturziano in una fase segnata da trasformazioni profonde per l’Italia e per l’Unione europea, con uno sguardo particolare al ruolo del Mediterraneo.
