«Stanno rientrando tra i 2.300 e i 2.500 italiani dall’area del Golfo, compresa l’Arabia Saudita». A dirlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando a margine della riunione dell’Unità di Crisi della Farnesina.
La struttura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è al lavoro senza sosta per garantire il rientro dei connazionali. «Stiamo utilizzando tutti gli aeroporti aperti e tutti i voli possibili», ha spiegato il ministro, sottolineando che la priorità è data alle persone più anziane e a chi presenta condizioni di maggiore vulnerabilità.
Charter da Riyad, Mascate e Abu Dhabi
Sono stati organizzati charter da Riyad, Mascate, Abu Dhabi e Dubai, con una rete di collegamenti costruita nelle ultime ore per fronteggiare la situazione di emergenza. «Stiamo cercando di far partire il maggior numero possibile di italiani, soprattutto coloro che ne hanno più bisogno: anziani, giovani e malati», ha ribadito Tajani.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: «Credo che entro stasera in tutto il Golfo saranno partite 2.500 persone». Un’operazione complessa che coinvolge più scali e che richiede un costante coordinamento con le autorità locali e con le compagnie aeree.
Spostamenti tra Bahrein, Qatar e Oman
Il piano proseguirà anche domani. Sono previsti spostamenti dal Bahrein e dal Qatar verso Riyad, così come trasferimenti da Dubai verso l’Oman, per consentire l’imbarco su voli considerati più sicuri o ancora operativi.
Parallelamente la Farnesina sta valutando voli straordinari per alleggerire la situazione nelle Maldive, dove non si registra un conflitto ma dove «ci sono tantissimi italiani» e le difficoltà logistiche restano significative. La priorità resta il rientro ordinato e rapido dei connazionali, in un quadro regionale segnato da forte instabilità e da continui aggiornamenti sul piano militare e diplomatico.
