Caro carburanti, dietro front del Governo. Urso: niente taglio delle accise

Il ministro: aiuti mirati a famiglie fragili, imprese e autotrasporto

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Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso esclude un taglio delle accise sui carburanti nonostante le tensioni internazionali legate all’Iran. Il governo punta invece su interventi compensativi mirati per famiglie vulnerabili

Il governo italiano non intende intervenire con un taglio delle accise sui carburanti nonostante le tensioni sui mercati energetici legate alla crisi internazionale dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. A spiegarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che in un’intervista al Quotidiano Nazionale ha indicato una strategia diversa rispetto a quella adottata in passato. Secondo il ministro, l’esecutivo starebbe valutando interventi compensativi mirati destinati alle famiglie meno abbienti, al settore dell’autotrasporto e alle imprese. Misure che potrebbero essere discusse già nel prossimo Consiglio dei ministri.

Prezzi dei carburanti e confronto europeo

Urso ha ricordato che il precedente taglio delle accise fu deciso nel 2022 dal governo guidato da Mario Draghi, quando il prezzo della benzina aveva superato la soglia di 2,25 euro al litro. Attualmente, ha sottolineato il ministro, il prezzo della benzina si colloca attorno a 1,83 euro al litro, mentre il gasolio supera di poco i 2 euro al litro. L’aumento dei prezzi, ha spiegato il titolare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, risulta inoltre percentualmente inferiore rispetto a quello registrato in altri Paesi europei come Germania, Francia e Spagna, dove non sono stati introdotti tagli alle accise.

Il costo delle accise per lo Stato

Alla base della scelta del governo c’è anche la valutazione dell’impatto finanziario di una misura generalizzata. Secondo Urso, il taglio delle accise introdotto durante la crisi energetica costò allo Stato circa un miliardo di euro al mese senza produrre gli effetti sperati sull’inflazione. Il ministro ha citato anche le analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio, secondo cui gran parte dei benefici economici della misura sarebbe andata ai ceti più abbienti.

Inflazione e scenario economico

Il ministro ha inoltre ricordato che nell’ottobre 2022, quando l’attuale maggioranza è arrivata al governo, l’inflazione aveva raggiunto il 12,6 per cento secondo i dati di Eurostat. Negli anni successivi l’indice dei prezzi è sceso significativamente. Nel 2024 l’inflazione si è attestata all’1,1 per cento, mentre nel 2025 è salita leggermente all’1,6 per cento. Per questo motivo il governo ritiene più efficace intervenire con misure selettive piuttosto che con un taglio generalizzato delle accise.