Emma Bonino, il lungo addio in Campidoglio: folla alla camera ardente

Bandiera europea sul feretro. Omaggi di Gualtieri, Casini e Fini nella Protomoteca

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Roma saluta la leader radicale morta a 78 anni. Camera ardente aperta fino alle 19 e lunedì dalle 10 alle 19. Martedì alle 12.30 le esequie di Stato laiche. In serata prevista una veglia civile in Campidoglio

Una bandiera dell'Unione europea sulla bara, i familiari accanto al feretro e una lunga coda di cittadini in Campidoglio. Roma rende l'ultimo saluto a Emma Bonino, morta venerdì 11 settembre a 78 anni, con la camera ardente allestita nella Sala della Protomoteca.

Il feretro è arrivato in mattinata ed è stato accolto dal picchetto d'onore. Ad attenderlo c'erano il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il fratello Giovanni Bonino, la sorella Domenica Bonino e i dirigenti di +Europa, tra cui Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova. È stato Magi a sistemare sul feretro la bandiera europea, uno dei simboli che più hanno accompagnato la lunga esperienza politica della leader radicale.

La fila dei cittadini e l'omaggio della politica

Fin dall'apertura della camera ardente numerose persone hanno raggiunto il Campidoglio per rendere omaggio a Bonino. Accanto ai cittadini sono arrivati esponenti politici appartenenti a storie e schieramenti differenti, a testimonianza del riconoscimento trasversale conquistato dall'ex ministra nel corso di oltre mezzo secolo di vita pubblica.

Roberto Gualtieri l'ha ricordata come una combattente capace di contribuire a rendere l'Italia più libera, sottolineandone la determinazione, l'indipendenza e l'europeismo. Per il sindaco, Bonino ha lasciato un segno che va oltre la storia radicale, dalle battaglie sui diritti civili all'impegno contro la pena di morte e per la dignità delle persone.

Tra i primi a rendere omaggio alla leader radicale anche Pier Ferdinando Casini, che ha legato il ricordo proprio alla bandiera europea posta sulla bara. L'ex presidente della Camera ha indicato nell'europeismo una delle eredità politiche più profonde lasciate da Bonino e una battaglia che, a suo giudizio, deve continuare anche oltre le differenze tra gli schieramenti.

In Campidoglio è arrivato anche Gianfranco Fini, che ha ricordato la statura politica dell'ex ministra osservando come, con la sua scomparsa, la politica italiana sia diventata più povera. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha invece descritto Bonino come un esempio di politica per generazioni e sensibilità diverse.

La bandiera europea sul feretro

La scelta di coprire la bara con la bandiera dell'Unione europea riassume una parte essenziale della biografia politica di Emma Bonino. Parlamentare italiana ed europea, commissaria Ue e ministra degli Esteri, ha fatto dell'integrazione europea uno dei punti centrali della propria azione pubblica, insieme ai diritti civili, alla lotta contro la pena di morte, alla giustizia internazionale e alla tutela delle donne.

La sua scomparsa, avvenuta dopo un peggioramento delle condizioni respiratorie e un recente ricovero al Santo Spirito di Roma, ha suscitato messaggi di cordoglio da parte delle più alte cariche dello Stato e di esponenti di tutti gli schieramenti politici. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ha ricordato l'impegno tenace e coerente e il ruolo avuto nella storia civile e politica della Repubblica.

Camera ardente anche lunedì, martedì le esequie di Stato

La camera ardente resterà aperta domenica 13 settembre fino alle 19. Sarà nuovamente accessibile lunedì 14 settembre dalle 10 alle 19. Sempre lunedì, a partire dalle 19, è prevista in piazza del Campidoglio una veglia civile organizzata da +Europa, alla quale sono attesi rappresentanti della politica, della cultura e della società civile.

L'ultimo saluto istituzionale è fissato per martedì prossimo alle 12.30, quando nella stessa Sala della Protomoteca si terranno le esequie di Stato in forma laica, accompagnate dalla commemorazione ufficiale. Sarà il momento conclusivo dell'omaggio pubblico a una delle figure più riconoscibili della storia politica italiana degli ultimi cinquant'anni.