Alessandro Di Battista torna in televisione e, per la prima volta, racconta apertamente la natura della malattia che nelle ultime settimane lo ha costretto a interrompere ogni attività. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, collegato con DiMartedì su La7, ha spiegato che il malore accusato durante il soggiorno a Cuba era stato provocato da un edema cerebrale collegato alla presenza di un tumore. La massa è stata quasi completamente asportata durante l’intervento chirurgico eseguito all’Avana e ora dovrà iniziare un nuovo percorso di cure.
Il malore durante il viaggio a Cuba
La vicenda era iniziata alla fine di agosto, mentre Di Battista si trovava sull’isola caraibica per realizzare un reportage. Dopo l’insorgenza di forti disturbi era stato sottoposto agli accertamenti che avevano permesso ai medici di individuare un edema cerebrale e, successivamente, la presenza del tumore.
Le prime terapie avevano consentito di ridurre l’edema e creare le condizioni necessarie per l’operazione. L’intervento era stato quindi effettuato a Cuba, dove i chirurghi erano riusciti a rimuovere quasi completamente la massa. L’ex parlamentare ha attribuito grande importanza alla rapidità della diagnosi e delle cure ricevute nell’isola.
Dopo la fase più delicata del ricovero, le condizioni avevano consentito il trasferimento in Italia. Tra l’11 e il 12 settembre Di Battista era rientrato con un’aeroambulanza ed era stato trasferito al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove aveva proseguito gli accertamenti e il periodo di osservazione. Le dimissioni erano arrivate il 18 settembre.
Il ritorno davanti alle telecamere
La nuova apparizione a DiMartedì segna un ulteriore passo nel recupero. Di Battista ha spiegato che le sue condizioni stanno gradualmente migliorando e che giorno dopo giorno sta tornando a una maggiore autonomia. Allo stesso tempo non ha nascosto la complessità della fase che lo attende.
Dopo l’intervento, infatti, il percorso sanitario proseguirà con ulteriori terapie. L’ex deputato ha evitato di presentare la malattia come una sfida affidata soltanto alla forza di volontà personale, sottolineando invece il ruolo delle cure, dei medici e di uno stile di vita il più possibile sano. Ha inoltre fatto sapere di sentirsi seguito con attenzione dagli specialisti.
Nel suo racconto è emersa anche la consapevolezza dello smarrimento che accompagna una diagnosi oncologica. Di Battista ha ricondotto la propria esperienza a quella di moltissime persone che si trovano improvvisamente ad affrontare la stessa domanda sul perché una malattia così grave sia capitata proprio a loro. Un passaggio affrontato senza nascondere preoccupazioni e incertezze sull’esito delle prossime cure.
La politica passa in secondo piano
La malattia cambia inevitabilmente anche i programmi politici dell’ex esponente del Movimento 5 Stelle. Prima del ricovero, attraverso l’associazione Schierarsi, Di Battista aveva continuato a mantenere una presenza attiva nel dibattito pubblico e non aveva escluso nuovi sviluppi sul piano politico.
Adesso, però, la prospettiva è diversa. Interpellato sulla possibilità di una futura candidatura, ha indicato nella salute e nell’avvio delle terapie la priorità immediata. L’attività dell’associazione continuerà, mentre ogni eventuale decisione personale sul ritorno alla politica elettorale viene rinviata a una fase successiva.
Nel corso dell’intervento televisivo Di Battista ha ricordato anche l’attenzione ricevuta dalle istituzioni italiane durante il ricovero a Cuba. Ha riferito di essere stato contattato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di avere ricevuto manifestazioni di solidarietà da parte del governo nei giorni più difficili della vicenda.
Per il momento, dunque, il ritorno davanti alle telecamere non coincide con un vero rientro nell’arena politica. È soprattutto il racconto pubblico di una fase personale iniziata improvvisamente a migliaia di chilometri dall’Italia e che ora prosegue con un obiettivo immediato: affrontare le terapie e recuperare progressivamente le proprie condizioni di salute.
