Mattarella contro i no vax: «Posizioni sconcertanti sui vaccini»

Il presidente difende la scienza ai Giorni della Ricerca. Scontro politico sui medici radiati

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Le sue parole arrivano dopo il voto della Camera che apre alla possibilità di reintegro dei medici radiati durante la pandemia

Un richiamo alla responsabilità, alla scienza e alla tutela della salute pubblica. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interviene con parole nette contro la disinformazione sui vaccini, denunciando le conseguenze che il rifiuto pregiudiziale delle vaccinazioni può provocare, soprattutto quando mette in pericolo la vita delle persone più vulnerabili.

Il capo dello Stato affronta il tema mercoledì 28 ottobre, durante la celebrazione dei Giorni della Ricerca al Quirinale. Definisce l’opposizione ideologica ai vaccini uno degli atteggiamenti più sconcertanti del nostro tempo e invita a contrastare chi diffonde convinzioni prive di fondamento scientifico, condizionando le scelte sanitarie dei cittadini.

Il richiamo del presidente alla responsabilità

Il presidente richiama in particolare gli episodi di cronaca nei quali adulti e bambini hanno rischiato, o perso, la vita per malattie dalle quali avrebbero potuto proteggersi attraverso la prevenzione.

Il suo intervento mette al centro una questione che va oltre le convinzioni individuali: quando informazioni false o scientificamente infondate inducono a rinunciare a strumenti di prevenzione efficaci, le conseguenze possono coinvolgere anche altre persone.

Il richiamo arriva in un momento nel quale la circolazione di notizie fuorvianti attraverso i social network continua a rappresentare una difficoltà per la comunicazione sanitaria. La fiducia nella ricerca e nelle istituzioni scientifiche diventa quindi un elemento essenziale per consentire ai cittadini di compiere scelte consapevoli.

La polemica sul reintegro dei medici no vax

Le parole di Mattarella arrivano a poche ore da un voto particolarmente controverso alla Camera dei deputati. Martedì 27 ottobre, l’Aula ha approvato con 126 voti favorevoli e 113 contrari l’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie, che apre alla possibilità di chiedere la reiscrizione all’Albo per alcuni medici radiati durante l’emergenza Covid.

La disposizione, introdotta su proposta di Fratelli d’Italia, è passata con uno scarto di appena tredici voti. Determinante è risultato anche il sostegno dei deputati di Futuro Nazionale, mentre alcuni parlamentari di Forza Italia non hanno partecipato alla votazione.

Il provvedimento non determina un reintegro automatico: prevede una procedura di richiesta e dovrà completare l’iter parlamentare prima di poter diventare legge.

Le proteste delle opposizioni e degli Ordini professionali

Il voto ha provocato forti critiche da parte delle opposizioni, che considerano la norma un segnale negativo nei confronti dei medici che durante la pandemia hanno rispettato gli obblighi professionali e contribuito alla campagna vaccinale.

Contrarietà è stata espressa anche dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici, il cui presidente, Filippo Anelli, ha contestato il rischio di indebolire l’autonomia e la credibilità degli organismi disciplinari.

Il confronto riguarda la possibilità di recuperare professionalmente i medici radiati, ma anche la necessità di salvaguardare le regole deontologiche e la fiducia dei pazienti.

La ricerca come garanzia per la salute

L’intervento del presidente si inserisce in una posizione istituzionale più volte ribadita negli anni: la ricerca scientifica costituisce un patrimonio collettivo e la prevenzione è uno degli strumenti fondamentali per proteggere la popolazione.

Il punto centrale del messaggio di Mattarella è la necessità di distinguere il legittimo confronto sulle politiche sanitarie dalla diffusione di informazioni infondate che possono mettere a rischio la salute.

La coincidenza temporale con il dibattito parlamentare conferisce alle sue parole particolare rilievo politico, anche se il presidente non ha formulato un riferimento esplicito alla disposizione approvata dalla Camera.