Una provetta da analizzare con urgenza, un campione biologico da trasferire in un altro reparto, un farmaco che deve raggiungere rapidamente un paziente. All'Ospedale Niguarda di Milano queste consegne possono viaggiare anche per via aerea, affidate a droni capaci di coprire in pochi minuti distanze che, attraverso i tradizionali collegamenti, richiederebbero tempi maggiori. La sperimentazione è già in corso e rappresenta un nuovo passo nell'organizzazione della logistica sanitaria, con l'obiettivo di rendere più rapide le attività di diagnosi e assistenza.
Il progetto nasce dall'esperienza maturata dal grande ospedale milanese durante i Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 ed è sviluppato in collaborazione con i partner tecnologici Impianti Spa e STRADAai, con il coinvolgimento dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) e della Prefettura di Milano.
Il Niguarda viene indicato come il primo ospedale pubblico italiano a sperimentare questo specifico sistema di trasporto sanitario leggero, con la prospettiva di estenderlo progressivamente anche ad altre strutture e ai territori più difficili da raggiungere.
Dall'esperienza olimpica alla sanità del futuro
L'idea di utilizzare i droni per la movimentazione di materiale sanitario nasce dalla necessità di ridurre i tempi di trasferimento tra reparti, padiglioni e presidi ospedalieri. Un'esigenza particolarmente importante nelle strutture di grandi dimensioni, dove la distanza fisica tra due servizi può incidere sull'organizzazione delle cure.
A spiegare il significato dell'iniziativa è Alberto Zoli, commissario straordinario del Niguarda e medical care manager della Lombardia per i Giochi invernali.
Secondo Zoli, la sperimentazione rappresenta una delle eredità più concrete dell'esperienza olimpica. L'obiettivo non è introdurre semplicemente una nuova tecnologia, ma costruire un modello logistico capace di migliorare il funzionamento della sanità anche dopo la conclusione della manifestazione sportiva.
L'impiego dei droni si affianca a strumenti già presenti nell'ospedale, come la posta pneumatica e i sistemi di movimentazione leggera su binari interni. Soluzioni diverse che rispondono alla stessa esigenza: assicurare che materiali e campioni arrivino rapidamente dove sono necessari.
Come funziona il trasporto delle provette con i droni
Il funzionamento parte da una situazione ordinaria nella vita di un ospedale. Un reparto ha bisogno di trasferire urgentemente un campione biologico destinato a un laboratorio o a un'altra unità operativa.
Il personale sanitario contatta il Command Center del Niguarda, la centrale che coordina in tempo reale le emergenze, i percorsi interni, i flussi dei pazienti e le attività operative della struttura.
La richiesta viene presa in carico e il campione preparato per il trasporto. Il materiale viene quindi affidato al personale incaricato, che provvede al suo posizionamento sul velivolo.
Il drone è controllato da piloti professionisti attraverso un sistema di guida remota. La modalità utilizzata è denominata Bvlos, acronimo di Beyond Visual Line of Sight, che permette di effettuare operazioni oltre il campo visivo diretto del pilota, nel rispetto delle autorizzazioni e delle procedure previste.
Gli operatori seguono il trasferimento attraverso il Command Center, mantenendo il controllo delle diverse fasi del volo. Una volta raggiunta la destinazione, il materiale viene recuperato dal personale sanitario e reso disponibile per le attività cliniche.
Secondo quanto comunicato dall'ospedale, l'intera procedura, dalla richiesta iniziale alla consegna, richiede soltanto pochi minuti.
Il fattore tempo può diventare decisivo per una diagnosi
Il vantaggio principale riguarda la possibilità di ridurre i tempi di trasporto, soprattutto quando la viabilità tradizionale presenta ostacoli.
Nel traffico di una grande città come Milano, oppure lungo le strade dei territori montani, anche un trasferimento relativamente breve può richiedere un tempo difficilmente prevedibile. Per alcuni materiali sanitari, il ritardo può incidere sull'efficienza del percorso diagnostico o sulla disponibilità di un trattamento urgente.
Come sottolinea Zoli, il tempo necessario a trasferire un campione o recuperare un medicinale può diventare un elemento rilevante nella gestione delle cure.
Il progetto punta anche a ridurre i rischi connessi agli spostamenti su strada, aumentando la continuità dei servizi sanitari. Non si tratta di sostituire completamente i mezzi tradizionali, ma di introdurre un canale aggiuntivo per le consegne leggere e particolarmente urgenti.
La sperimentazione dovrà inoltre verificare l'affidabilità delle operazioni in condizioni differenti, la compatibilità dei contenitori con il trasporto aereo e la capacità di mantenere adeguati standard di sicurezza.
Le autorizzazioni dell'Enac e il controllo dei voli
L'impiego di droni in un contesto urbano e ospedaliero richiede una gestione particolarmente attenta degli aspetti normativi e operativi.
Gli aeromobili devono poter operare in condizioni di sicurezza, tenendo conto degli edifici, della presenza di persone, delle infrastrutture e delle altre attività aeree.
Per questo motivo, la sperimentazione del Niguarda è stata sviluppata con il sostegno dell'Enac, che ha autorizzato le operazioni e seguito il progetto attraverso le proprie strutture centrali e territoriali.
Un ruolo importante è stato svolto anche dalla Prefettura di Milano, coinvolta nelle attività necessarie a garantire il coordinamento istituzionale.
