Migranti, cento arrivi a Lampedusa: soccorsi donne e bambini

Quattro sbarchi nelle ultime ore. La nave Nadir salva 37 persone partite dalla Libia

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Tra i migranti soccorsi dalla ong ci sono tre donne e nove minori. Altri 24 raggiungono autonomamente Cala Croce. Dopo il trasferimento di 148 persone verso Porto Empedocle, nell'hotspot dell'isola restano 201 ospiti

Nuovi sbarchi a Lampedusa, dove nelle ultime ore sono arrivate complessivamente cento persone attraverso quattro imbarcazioni. I soccorsi sono stati effettuati dalla nave umanitaria Nadir, dalle motovedette della Guardia costiera e dagli equipaggi di Frontex, mentre un gruppo di migranti è riuscito a raggiungere autonomamente la costa dell'isola.

Tra le persone approdate sulla maggiore delle Pelagie ci sono donne e minorenni, partiti dalle coste della Libia a bordo di piccole imbarcazioni. Dopo le operazioni di sbarco e le prime procedure di accoglienza, i migranti sono stati indirizzati verso l'hotspot di contrada Imbriacola, dove al momento risultano presenti 201 ospiti.

La giornata è stata caratterizzata anche da un nuovo trasferimento verso la Sicilia, disposto per alleggerire le presenze nella struttura di prima accoglienza.

Il soccorso della nave Nadir al largo di Lampedusa

Uno degli interventi più significativi è stato effettuato dalla nave Nadir, impegnata nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale.

L'equipaggio dell'organizzazione umanitaria ha individuato e soccorso 37 migranti che viaggiavano su un gommone lungo circa dieci metri, partito dalla località libica di Zuwarah.

A bordo si trovavano cittadini provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan. Tra loro anche tre donne e nove minorenni, impegnati in una traversata particolarmente rischiosa per le dimensioni dell'imbarcazione e le condizioni in cui vengono affrontati questi viaggi.

Dopo il recupero, le persone soccorse sono state accompagnate al molo commerciale di Lampedusa, dove sono iniziate le procedure previste per l'identificazione e l'assistenza.

La presenza di numerosi minori conferma la composizione eterogenea dei gruppi che attraversano il Mediterraneo, nei quali viaggiano anche famiglie e giovanissimi.

Altri soccorsi della Guardia costiera e di Frontex

Nel corso delle stesse ore sono state intercettate altre due imbarcazioni dalle motovedette della Guardia costiera e di Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

I due interventi hanno consentito di condurre in sicurezza sull'isola altri migranti impegnati nella traversata verso le coste italiane.

Per questi due gruppi non sono stati comunicati dettagli completi sulle nazionalità e sui punti di partenza. Nel complesso, gli sbarchi registrati nelle ultime ore hanno portato sull'isola cento persone.

Le operazioni si inseriscono nell'attività di monitoraggio e soccorso lungo la rotta del Mediterraneo centrale, uno dei principali collegamenti marittimi utilizzati dai migranti che tentano di raggiungere l'Europa partendo dal Nord Africa.

Ventiquattro migranti arrivano autonomamente a Cala Croce

Un altro sbarco si è verificato a Cala Croce, una delle località costiere di Lampedusa, dove 24 persone sono riuscite a raggiungere autonomamente la terraferma.

Il gruppo, composto da cittadini eritrei, guineani e somali, viaggiava su un'imbarcazione di legno lunga circa otto metri.

A differenza degli altri natanti, intercettati durante la navigazione, il barchino è riuscito a raggiungere direttamente la costa. I migranti sono stati successivamente rintracciati dalle autorità e presi in carico per le procedure di identificazione e accoglienza.

Gli arrivi autonomi rappresentano una delle situazioni più delicate per la gestione della sicurezza lungo le coste dell'isola. Le piccole imbarcazioni utilizzate per queste traversate possono infatti raggiungere tratti di litorale lontani dai punti di sbarco normalmente impiegati per le operazioni di soccorso.

Hotspot con 201 ospiti dopo i trasferimenti

La gestione degli arrivi prosegue nell'hotspot di contrada Imbriacola, principale struttura di prima accoglienza di Lampedusa.

Dopo gli ultimi sbarchi e il trasferimento di 148 persone, nella struttura risultano presenti 201 migranti.

Il gruppo trasferito ha lasciato l'isola a bordo del traghetto di linea diretto a Porto Empedocle, dove l'arrivo è previsto nella serata di giovedì 5 novembre.

Da qui proseguiranno le attività di accoglienza e l'eventuale distribuzione delle persone nei centri individuati dalle autorità competenti.

I trasferimenti periodici costituiscono uno degli strumenti principali per regolare le presenze nell'hotspot, una struttura nella quale il numero degli ospiti può variare rapidamente in relazione alle condizioni del mare e alla frequenza degli sbarchi.

La rotta dalla Libia e il sistema dell'accoglienza

Gli arrivi confermano il ruolo centrale delle coste libiche nei movimenti migratori verso l'Italia. La località di Zuwarah, dalla quale è partito il gommone soccorso dalla Nadir, rappresenta uno dei punti di imbarco utilizzati lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

Le traversate avvengono spesso su gommoni o piccole barche di legno, con persone provenienti da diversi Paesi africani che affrontano lunghi percorsi prima di raggiungere la costa nordafricana.

Per chi arriva a Lampedusa, il primo passaggio riguarda l'assistenza sanitaria, l'identificazione e la verifica delle eventuali condizioni di vulnerabilità, con particolare attenzione ai minorenni e alle persone che necessitano di cure.

L'hotspot dell'isola, gestito dalla Croce Rossa Italiana, svolge una funzione essenziale nella prima accoglienza. La struttura è destinata a ospitare temporaneamente i migranti prima del trasferimento verso altri centri.

I dati diffusi dalla Croce Rossa nel giugno 2026 indicavano che, nei primi tre anni di gestione, oltre 182mila persone erano state accolte nel centro di contrada Imbriacola, a conferma dell'intensità dell'attività svolta sull'isola.

Anche in questa occasione il sistema dei trasferimenti ha consentito di ridurre le presenze nella struttura, mentre proseguono le operazioni di controllo del tratto di mare compreso tra la Libia e le Pelagie.

La situazione resta legata soprattutto alle condizioni meteorologiche e alla possibilità di navigazione, fattori che possono determinare nuove partenze dalle coste nordafricane e ulteriori arrivi nei prossimi giorni.