Minetti in Uruguay, Interpol indaga su feste e ranch

Nuovi accertamenti sulla grazia: focus su vita privata e salute del figlio

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La Procura generale di Milano riapre il dossier su Nicole Minetti. Verifiche in Uruguay e Spagna con l’Interpol e audizioni di medici italiani sul caso del bambino adottato

Sono tornati in Uruguay da circa dieci giorni Nicole Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani, al centro di nuovi accertamenti legati alla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La Procura generale di Milano ha riaperto il fascicolo per verificare elementi emersi dopo la decisione, affidando parte delle indagini anche all’Interpol.

Le verifiche sul ranch

L’attenzione degli investigatori si concentra sulla vita della coppia tra Uruguay e Spagna. In particolare, si cercano riscontri su presunte feste organizzate nel ranch di proprietà di Cipriani, con ipotesi di presenza di escort. Si tratta di elementi emersi da testimonianze giornalistiche e ora al vaglio delle autorità internazionali.

L’Interpol è stata incaricata di raccogliere informazioni direttamente nei luoghi frequentati dalla coppia, anche attraverso eventuali segnalazioni o testimonianze. Non risultano al momento procedimenti penali aperti nei due Paesi, ma gli inquirenti vogliono chiarire il contesto reale in cui vive Minetti, elemento ritenuto centrale per valutare la sua “rieducazione” dopo la condanna nel processo Ruby.

Il nodo della grazia

La grazia era stata concessa sulla base di un parere favorevole della Procura generale, fondato su due aspetti: motivi umanitari e cambiamento dello stile di vita. Il primo riguarda la grave patologia genetica del bambino adottato dalla coppia in Uruguay.

Su questo punto, i magistrati analizzeranno oltre cento pagine di documentazione sanitaria depositata dai legali. Saranno ascoltati anche due medici italiani, indicati come consulenti in consulti telefonici avvenuti tra il 2020 e il 2021. Le strutture coinvolte, tra cui il gruppo San Donato e l’ospedale di Padova, non avrebbero però riscontri formali nei propri archivi.

Possibile revisione

Il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa difende il lavoro svolto ma apre alla possibilità di cambiare posizione. «Il fascicolo era completo, ma sono pronto a rivedere il mio parere se emergeranno elementi contrari», ha spiegato.

Dal Quirinale è arrivata una linea chiara: la grazia è stata concessa sulla base degli atti disponibili, ma le nuove informazioni emerse impongono verifiche approfondite, concordate con il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio.

Gli scenari

Se gli accertamenti dovessero confermare discrepanze rilevanti rispetto al quadro originario, si aprirebbe un’ipotesi inedita: l’annullamento della grazia. Una prospettiva giuridicamente complessa, ma ritenuta possibile in presenza di elementi che avrebbero potuto incidere sulla decisione iniziale.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione uno dei capitoli più controversi legati al caso Ruby e al passato politico e giudiziario di Minetti, oggi lontana dall’Italia ma ancora sotto osservazione delle autorità.