Garlasco, Sempio tace davanti ai pm. Marco Poggi: «Mai visti video di Chiara»

Contestate anche intercettazioni nel nuovo interrogatorio a Pavia

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Andrea Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere. La Procura ha illustrato gli elementi raccolti, mentre la difesa parla di indizi «spiegabilissimi»

Andrea Sempio è rimasto in silenzio davanti ai magistrati di Pavia. Convocato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, il trentottenne si è avvalso della facoltà di non rispondere, come già annunciato dai suoi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti. L’interrogatorio, durato oltre tre ore, è diventato così soprattutto il momento in cui la Procura ha messo sul tavolo gli elementi raccolti nel fascicolo bis sul delitto di Garlasco.

Le carte dell’accusa

Secondo quanto emerso, i pm avrebbero contestato a Sempio anche alcune intercettazioni, definite in parte inedite, che si aggiungerebbero al quadro indiziario già noto. Tra gli elementi richiamati dagli inquirenti ci sarebbero il Dna rilevato sulle unghie di Chiara Poggi, la cosiddetta impronta 33 sulla parete delle scale che portano alla cantina, il tema dello scontrino indicato in passato come alibi e le consulenze tecniche, compresa quella dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.

A condurre il confronto sono stati il procuratore aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. I magistrati, secondo le ricostruzioni, avrebbero illustrato in modo dettagliato la direzione dell’indagine, precisando però che gli accertamenti non sono ancora conclusi. La posizione di Sempio resta quella di indagato per omicidio volontario aggravato, mentre per il delitto del 13 agosto 2007 resta definitiva la condanna di Alberto Stasi.

La difesa resta ferma

All’uscita dalla Procura, Sempio non ha rilasciato dichiarazioni. A parlare è stata la difesa, che ha ridimensionato la portata delle contestazioni. L’avvocata Angela Taccia ha sostenuto che non vi sarebbe «sostanzialmente nulla di nuovo» e che gli elementi indicati dai magistrati sarebbero «tutto spiegabilissimo». La legale ha aggiunto che la squadra difensiva resta «calma e lucida».

La linea dei difensori appare dunque orientata a contestare la forza probatoria degli indizi e a rinviare ogni valutazione a una fase successiva. In particolare, resta centrale il nodo scientifico delle tracce genetiche: la compatibilità statistica con la linea paterna dell’indagato, secondo quanto emerso dall’incidente probatorio, non equivarrebbe all’identificazione certa di un singolo soggetto.

Marco Poggi ascoltato come testimone

Nella stessa giornata è stato ascoltato anche Marco Poggi, fratello della vittima e amico di gioventù di Andrea Sempio. Davanti ai pm avrebbe riferito di non aver mai visto video della sorella insieme all’indagato, rispondendo così a uno dei passaggi ritenuti sensibili dagli inquirenti. A Marco Poggi sarebbero stati fatti ascoltare anche alcuni audio agli atti, nei quali Sempio parlerebbe da solo.

Secondo quanto riportato, Marco Poggi avrebbe inoltre manifestato scetticismo sulla colpevolezza dell’amico di allora. Un elemento umano e processuale delicato, perché arriva dalla famiglia della vittima ma non modifica il perimetro dell’indagine, che resta affidato agli accertamenti tecnici, testimoniali e documentali della Procura.

Un’inchiesta ancora aperta

Il nuovo passaggio davanti ai pm segna un momento importante ma non conclusivo. Da una parte la Procura di Pavia ritiene di avere elementi solidi per proseguire nel lavoro investigativo; dall’altra la difesa considera il materiale contestato non decisivo e prepara la propria risposta tecnica. Sullo sfondo rimane una vicenda giudiziaria che da quasi vent’anni continua a interrogare l’opinione pubblica italiana.

Il punto più delicato resta il rapporto tra vecchie sentenze e nuove indagini. La condanna definitiva di Alberto Stasi è un dato giudiziario acquisito, mentre il fascicolo su Andrea Sempio procede su un binario ancora tutto da verificare. In questa fase, ogni elemento contestato resta materia d’indagine e dovrà essere valutato nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.