Suicidi nelle carceri: la strage continua

Gennarino De Fazio: "L’estate non è ancora iniziata, ma il clima in carcere è sempre più rovente"

suicidi nelle carceri la strage continua

Il triste dato: "I reclusi ammontano ormai a 64.641, mentre i posti disponibili sono 46.293, e al fabbisogno della polizia penitenziaria mancano almeno 20mila agenti"

“26 anni, egiziano, nel 2029 avrebbe finito di scontare la sua pena, ma stamani è stato rinvenuto impiccato nella sua cella del reparto ‘precauzionale’ della casa circondariale di Lecce.

Sale così a 25 il numero dei ristretti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno, di cui 2 a Lecce in pochi giorni (il primo il 13 maggio scorso), ai quali bisogna aggiungere 2 operatori in un sistema carcerario che, palesemente, a dispetto del motto della Polizia penitenziaria (despondere spem munus nostrum), come in un girone dantesco toglie ogni speranza a chi vi è ristretto e non di rado anche a chi vi lavora”.

Lo dichiara Gennarino De Fazio, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.

"A Lecce ben 1.419 detenuti sono letteralmente stipati in appena 787 posti, con un tasso di sovraffollamento del 180%, e sono gestiti da 578 operatori di Polizia penitenziaria, laddove ne necessiterebbero almeno 742 (-22%).

Nel blocco detentivo in cui avvenuto il suicidio 2 soli agenti devono sorvegliare 270 ristretti in 4 sezioni diverse, con tutto ciò che, giocoforza, ne consegue sia in termini di disfunzionalità operative sia per il carico di lavoro cui è sottoposto il personale, ormai sempre più stremato nelle forze e mortificato nel morale”, spiega il dirigente della UIL FP PP.

“Del resto, nonostante i ripetuti annunci del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a livello nazionale i reclusi ammontano ormai a 64.641, mentre i posti disponibili sono 46.293, e al fabbisogno della polizia penitenziaria mancano almeno 20mila agenti.

Noi lo ribadiamo, urgono immediati provvedimenti concretamente deflattivi della densità detentiva, per potenziare gli organici della Polizia penitenziaria, implementare gli equipaggiamenti, ammodernare le strutture, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive. L’estate non è ancora iniziata, ma il clima in carcere è sempre più rovente”, conclude De Fazio.