Docenti aggrediti a Parma, sospesi tre studenti

Provvedimento dopo il video della lite vicino alla scuola

docenti aggrediti a parma sospesi tre studenti

I ragazzi resteranno sospesi per trenta giorni. Uno dei professori coinvolti sceglie di non sporgere denuncia: “La mia è una scelta educativa”

Tre studenti sono stati sospesi per trenta giorni dopo l’episodio avvenuto nei giorni scorsi a Parma, dove due docenti sono stati affrontati da un gruppo di ragazzi in un parco vicino a una scuola superiore. La vicenda, ripresa in un video poi circolato sui social network, ha acceso il dibattito sul rapporto tra studenti e insegnanti e sulle misure disciplinari nelle scuole italiane.

L’episodio risale allo scorso 21 maggio. Secondo quanto ricostruito, il confronto sarebbe degenerato dopo un richiamo rivolto da uno dei professori a uno studente che aveva preso a calci una lattina contro un’auto all’esterno dell’istituto.

Il docente, insegnante di Sistemi e Reti all’Itis di Parma, ha spiegato al Corriere della Sera di aver scelto di non denunciare i ragazzi coinvolti.

“Non li denuncio”

Il professore, 63 anni, ha raccontato di essere stato ascoltato in questura, dove gli investigatori avrebbero cercato di convincerlo a procedere legalmente contro gli studenti.

“Non considero un’aggressione quella che si vede nel video e io non ho subito alcun danno”, ha spiegato il docente, aggiungendo che la sua decisione rappresenta “un intervento educativo”.

Secondo l’insegnante, la sospensione e le conseguenze già affrontate dagli studenti sarebbero sufficienti a far comprendere la gravità dell’accaduto. “Questi ragazzi hanno già verificato sulla propria pelle che se si comportano male c’è una reazione che non possono evitare”, ha dichiarato.

Il professore ha inoltre criticato duramente le recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intervenuto sul tema delle aggressioni ai docenti. “Penso che le sue parole siano quelle di una persona incompetente”, ha detto l’insegnante riferendosi alle posizioni espresse dal ministro sul ruolo dell’autorità e dell’umiliazione educativa.

La ricostruzione dei fatti

Nell’intervista il docente ha precisato di non essere stato fisicamente colpito. Sarebbe stato invece il collega intervenuto con lui a bloccare uno dei ragazzi durante i momenti più concitati. Secondo il racconto dell’insegnante, tutto sarebbe iniziato la mattina, quando aveva rimproverato uno studente fuori dalla scuola. Nel pomeriggio, all’uscita dall’istituto, il ragazzo si sarebbe ripresentato insieme ad altri giovani. Il professore sostiene di aver cercato nuovamente il dialogo anche dopo essere stato seguito nel parco vicino alla scuola. Da quel momento, ha spiegato, “fa fede il video” diffuso online.

La vicenda continua a far discutere il mondo scolastico e politico, mentre resta aperto il confronto sulle responsabilità educative e sugli strumenti da adottare per prevenire episodi di violenza negli istituti.