Enego, cade la pista camorra: le indagini puntano al contesto locale

Svolta nell'inchiesta sull'attentato contro il giornalista Adriano Cappellari

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Dopo l'esplosione davanti alla casa del giovane cronista vicentino, gli investigatori ritengono sempre meno credibile il collegamento con la camorra. L'attenzione si concentra ora su possibili contrasti maturati nel territorio.

La pista della camorra perde consistenza e gli investigatori guardano sempre più al contesto locale. È questa la principale novità emersa nell'inchiesta sull'attentato incendiario che nella notte di sabato ha colpito l'abitazione del giornalista Adriano Cappellari a Enego, sull'Altopiano di Asiago.

L'esplosione provocata da materiale infiammabile collocato davanti al cancello della casa del cronista aveva inizialmente alimentato interrogativi anche per i riferimenti contenuti nelle lettere minatorie recapitate nei mesi scorsi, dove comparivano i nomi di don Maurizio Patriciello e della premier Giorgia Meloni. Ma gli investigatori ritengono che proprio quei richiami possano essere stati utilizzati come elemento di depistaggio.

L'ipotesi del depistaggio

Secondo quanto emerge dagli accertamenti, chi ha organizzato l'attentato conosceva molto bene il territorio, le abitudini della vittima e la conformazione del luogo. Un dettaglio che rafforza l'ipotesi di un autore inserito nel contesto locale piuttosto che collegato ad ambienti della criminalità organizzata campana.

Le lettere anonime, caratterizzate dallo stesso stile e dagli stessi riferimenti, vengono ora rilette dagli investigatori proprio alla luce di questa possibile strategia di depistaggio. L'enfasi sulla camorra avrebbe potuto servire a indirizzare l'attenzione lontano dal vero movente.

I precedenti nel dibattito pubblico

Cappellari, giovane collaboratore del Giornale di Vicenza e del periodico L'Altopiano, non si è mai occupato professionalmente di criminalità organizzata. Negli ultimi anni aveva invece seguito vicende legate alla vita amministrativa e politica del territorio, intervenendo anche nel dibattito pubblico su questioni che avevano suscitato divisioni nella comunità locale.

Un elemento che viene attentamente valutato dagli investigatori, senza escludere alcuna pista.

Sorveglianza rafforzata

Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza mostrano un uomo con il volto coperto che agisce con calma e determinazione davanti all'abitazione del cronista. I filmati sono al centro delle analisi degli investigatori, che stanno ricostruendo movimenti e possibili collegamenti.

Nel frattempo le autorità hanno disposto un rafforzamento delle misure di vigilanza attorno al giornalista, mentre proseguono gli approfondimenti per individuare il responsabile dell'attentato e chiarirne il movente.

Un paese sotto shock

A colpire la comunità di Enego non è soltanto la gravità dell'attacco, ma la convinzione crescente che l'autore possa provenire da un ambiente vicino e ben inserito nel tessuto locale. È questo l'aspetto che oggi alimenta maggiore inquietudine tra i residenti, mentre l'inchiesta cerca di dare un volto e una spiegazione a un gesto che ha profondamente scosso il paese.