Torino, colpo da un milione alla casa d’aste: la banda ha agito in 4 minuti

Alla Sant’Agostino banda in azione in tempi da record

torino colpo da un milione alla casa d aste la banda ha agito in 4 minuti

Ladri a volto coperto hanno svuotato teche con mazze e flessibili prima dell’asta di gioielli e orologi. Rubati diamanti, smeraldi e pezzi da collezione

Un colpo rapido, studiato, quasi chirurgico. Nella notte tra sabato e domenica una banda ha svaligiato la Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino, in corso Tassoni, portando via gioielli e orologi per un valore che sfiora il milione di euro. Secondo le prime ricostruzioni, i ladri sono entrati intorno alle 4.20 e alle 4.24 erano già spariti, dopo avere eluso i sistemi di sicurezza e infranto le teche con mazze e flessibili.

Il blitz prima dell’asta

Il furto è avvenuto alla vigilia di due giornate di vendita dedicate all’alta gioielleria e all’orologeria di pregio, in programma il 9 e il 10 giugno. In catalogo c’erano diamanti, smeraldi, zaffiri, rubini, orologi di lusso e manufatti di valore collezionistico. La tempistica lascia pensare a un’azione preparata con precisione: chi ha colpito sapeva dove entrare, come muoversi e quali vetrine raggiungere in pochi minuti.

Quattro minuti davanti alle telecamere

Le immagini della videosorveglianza sono ora al centro delle indagini dei carabinieri, che hanno acquisito i filmati e svolto un sopralluogo nella sede della casa d’aste. La titolare Vanessa Carioggia ha definito scioccante la visione delle registrazioni: i ladri, irriconoscibili e con il volto coperto, avrebbero portato via in pochi istanti gran parte dei gioielli e degli orologi destinati all’asta. I militari sono arrivati pochi minuti dopo l’allarme, ma la banda aveva già fatto perdere le tracce.

Il bottino e il pezzo ritrovato

Tra gli oggetti rubati figurano un anello con smeraldo colombiano di quasi quattro carati affiancato da diamanti, orecchini Cantamessa in oro bianco a forma di fiore con pavé di diamanti, una spilla in oro giallo e bianco e una tabacchiera francese in oro giallo datata 1780. Si è invece salvato un bracciale tennis con diamanti di quasi nove carati: la banda lo avrebbe perso durante la fuga e i carabinieri lo hanno recuperato sul pavimento del salone.

La pista della ricettazione

Gli investigatori stanno lavorando sui movimenti successivi al furto, sulle vie di fuga e sulla possibile destinazione della refurtiva. Gioielli e orologi di questo livello sono difficili da ricollocare senza attirare l’attenzione, soprattutto se identificabili da cataloghi, fotografie e schede d’asta. Per questo gli accertamenti si concentrano anche sui canali della ricettazione, sulle reti specializzate e su eventuali contatti già attivi prima del blitz.

Una ferita per il mercato dell’arte

Il colpo alla Sant’Agostino Casa d’Aste non colpisce soltanto un’attività privata, ma un segmento delicato del mercato del collezionismo, dove tracciabilità, fiducia e sicurezza sono parte essenziale del valore. A Torino, nelle prossime ore, l’inchiesta dovrà chiarire se la banda abbia agito su commissione o se abbia puntato a trasformare rapidamente il bottino in denaro attraverso canali clandestini. La rapidità dell’azione, per ora, resta l’elemento più evidente di un furto preparato nei dettagli.