Minetti, la versione del Fatto sulla testimone uruguaiana

Il quotidiano pubblica chat e audio dopo la ritrattazione davanti al notaio

minetti la versione del fatto sulla testimone uruguaiana

Dopo il dietrofront di Graciela De Los Santos Torres, Il Fatto Quotidiano sostiene di avere registrazioni e messaggi a conferma dei racconti raccolti tra aprile e maggio

La vicenda della grazia a Nicole Minetti si arricchisce di un nuovo capitolo, segnato da due versioni contrapposte. Da una parte c’è la ritrattazione di Graciela De Los Santos Torres, ex massaggiatrice nella tenuta uruguaiana legata a Giuseppe Cipriani. Dall’altra c’è la versione de Il Fatto Quotidiano, che respinge l’ipotesi di un travisamento e pubblica una ricostruzione basata, secondo il giornale, su chat, audio, fotografie e screenshot raccolti prima del dietrofront.

La ritrattazione e la replica

Secondo quanto riportato da più quotidiani, De Los Santos Torres avrebbe firmato in Uruguay una dichiarazione giurata davanti a un notaio, sostenendo di non conoscere elementi sul presunto ruolo di Minetti in giri di prostituzione nella tenuta. La replica de Il Fatto Quotidiano è arrivata con la pubblicazione di trascrizioni di contatti intercorsi con la donna tra il 22 aprile e il 13 maggio 2026. Il giornale sostiene di possedere il materiale originale e di avere omesso riferimenti a un minore e a terze persone.

I racconti raccolti dal giornale

Nella ricostruzione del quotidiano, i primi contatti sarebbero nati dopo l’arrivo di alcuni messaggi audio da un giornalista uruguaiano. La donna avrebbe poi fornito al giornale indicazioni sulla tenuta, fotografie, planimetrie e riferimenti all’organizzazione interna del ranch. Sempre secondo la versione de Il Fatto Quotidiano, nei colloqui la testimone avrebbe descritto feste, presenze femminili e dinamiche interne alla proprietà, indicando anche il presunto ruolo di persone vicine a Cipriani.

Il punto su Nicole Minetti

Il passaggio politicamente più sensibile riguarda Nicole Minetti. Nelle trascrizioni pubblicate, Il Fatto Quotidiano attribuisce alla donna dichiarazioni in cui l’ex consigliera regionale sarebbe indicata come figura consapevole dell’ambiente della tenuta e delle feste. La ritrattazione successiva, invece, ridimensionerebbe o escluderebbe proprio questo punto. La distanza tra le due versioni è ora il nodo centrale del caso: non soltanto per il profilo mediatico della vicenda, ma anche per il contesto della grazia e per gli accertamenti svolti dopo le prime notizie arrivate dall’Uruguay.

La sequenza delle date

La cronologia ricostruita dal giornale colloca i primi contatti il 22 aprile 2026, la pubblicazione dell’intervista con nome e cognome l’11 maggio, la conferma del parere favorevole alla grazia da parte della Procura generale di Milano il 3 giugno e la notizia della ritrattazione il 7 giugno. Secondo questa versione, l’atto notarile sarebbe arrivato in Italia dopo la chiusura dell’istruttoria della Procura generale, che lo avrebbe comunque trasmesso al Quirinale.

Una vicenda ancora aperta

Il caso resta segnato da un contrasto netto tra documenti, dichiarazioni e ricostruzioni giornalistiche. La versione de Il Fatto Quotidiano insiste sulla continuità dei racconti precedenti alla ritrattazione e sulla disponibilità di materiali originali. Le ricostruzioni successive riferiscono invece di un atto formale con cui la testimone avrebbe corretto o smentito parti rilevanti delle accuse. In assenza di un accertamento giudiziario conclusivo su questi nuovi elementi, il punto decisivo resta la verifica delle fonti, dei tempi e dell’effettivo peso che le dichiarazioni possano avere nel procedimento legato alla grazia.