Palermo piange Anna Rosa Bartolotta, una bambina di quattro anni morta nella notte dopo un quadro clinico gravissimo compatibile con la difterite. Il decesso è avvenuto intorno alle 2.30 nell’area ospedaliera dell’Arnas Civico-Di Cristina di Palermo, dove i sanitari avevano tentato terapie intensive e procedure di supporto estremo. I campioni biologici sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità per gli accertamenti necessari, mentre l’ANSA riferisce al momento di una morte per sospetta difterite.
Il rapido peggioramento
Secondo la ricostruzione finora emersa, la bambina aveva manifestato febbre, vomito e inappetenza. Un primo accesso in ospedale si sarebbe concluso con una diagnosi di tonsillite e con l’indicazione alla famiglia di tornare immediatamente in pronto soccorso in caso di peggioramento. Nei giorni successivi le condizioni si sono aggravate e la piccola è stata nuovamente ricoverata.
La bambina è poi arrivata in condizioni critiche all’ospedale Cervello, dove è stata intubata. Con il deteriorarsi del quadro clinico è stata trasferita nella terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina. I medici hanno somministrato il siero antidifterico e terapie antibiotiche e intensive, ricorrendo anche all’emodialisi nel tentativo di contrastare gli effetti della tossina prodotta dal batterio.
Quando la compromissione degli organi è diventata sempre più grave, la bambina è stata trasferita in cardiochirurgia pediatrica e collegata all’Ecmo, il sistema di circolazione extracorporea utilizzato nei casi di insufficienza cardiaca o respiratoria estremamente severa. Nonostante il lungo intervento dell’équipe, Anna Rosa è morta per un quadro descritto come insufficienza multiorgano.
L’inchiesta della Procura
Sul decesso è intervenuta la Procura di Palermo, che ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia. Gli accertamenti dovranno chiarire definitivamente la causa della morte e ricostruire anche il percorso sanitario seguito dalla bambina, compresi i precedenti accessi in ospedale. Gli inquirenti intendono inoltre verificare le circostanze della mancata vaccinazione, obbligatoria in Italia per i minori secondo il calendario previsto dal Servizio sanitario nazionale.
La piccola non risultava infatti vaccinata contro la difterite. Secondo quanto riferito dai genitori ai sanitari e riportato dalle ricostruzioni giornalistiche, la scelta sarebbe stata legata al timore che una vaccinazione avesse avuto un ruolo nell’autismo diagnosticato a un loro familiare. È una correlazione che non trova riscontro nelle evidenze scientifiche: l’Istituto Superiore di Sanità ribadisce che gli studi epidemiologici non mostrano un nesso causale tra il vaccino Mpr, morbillo-parotite-rosolia, e i disturbi dello spettro autistico, né evidenze che le vaccinazioni infantili aumentino il rischio di autismo.
Una malattia diventata rarissima in Italia
La difterite è un’infezione batterica acuta e potenzialmente fatale. Alcuni ceppi di Corynebacterium diphtheriae producono una tossina capace di provocare danni non soltanto alle vie respiratorie, ma anche al cuore, ai reni e al sistema nervoso. Nelle forme respiratorie più gravi possono formarsi pseudomembrane nelle alte vie aeree e possono insorgere complicazioni sistemiche.
In Italia la malattia è diventata eccezionale grazie alla vaccinazione, ma non è corretto considerarla in senso assoluto scomparsa dal Paese. Il Ministero della Salute registra cinque casi dal 2000 e segnala che nel 2022 furono individuati tre casi sostenuti da ceppi tossigeni, tutti di importazione. Il precedente caso pediatrico ricordato dalle fonti istituzionali risaliva al 1991.
La vaccinazione antidifterica fa parte dell’esavalente somministrato nell’infanzia ed è obbligatoria e gratuita. Il calendario nazionale prevede il ciclo di base nel primo anno di vita e successivi richiami. La rarità della malattia in Italia è proprio uno degli effetti dei programmi di immunizzazione, mentre le persone non vaccinate restano maggiormente esposte nei casi in cui il batterio torni a circolare.
Gli accertamenti ora decisivi
Saranno l’autopsia e gli esami microbiologici a dare un quadro definitivo sulla morte della bambina. In particolare, la conferma di laboratorio consentirà di stabilire con certezza l’agente responsabile dell’infezione e la sua eventuale capacità di produrre la tossina difterica. Parallelamente, l’inchiesta dovrà ricostruire la gestione clinica dei diversi accessi ospedalieri e verificare se tutte le procedure siano state eseguite correttamente.
