Treviso, travolge l’ex maestra: 25enne indagato per tentato omicidio

La svolta dalle immagini della dash cam. La donna, 61 anni, era in bicicletta

treviso travolge l ex maestra 25enne indagato per tentato omicidio

L’investimento il 25 aprile nella periferia di Treviso. Il giovane era stato inizialmente denunciato per lesioni stradali e fuga. L’analisi di due telecamere ha cambiato il quadro investigativo

Un investimento che per mesi era apparso come un grave episodio di pirateria stradale ha assunto i contorni di una vicenda giudiziaria molto più pesante. Un universitario trevigiano di 25 anni è ora indagato per tentato omicidio dopo avere travolto con l’auto una donna di 61 anni che procedeva in bicicletta nella periferia nord di Treviso. La vittima, è emerso successivamente, aveva insegnato nella scuola elementare frequentata anni prima dal giovane.

L’episodio risale alla sera del 25 aprile, intorno alle 19, all’incrocio tra via Castagnole e via Ragazzi del ’99. La svolta nell’inchiesta è arrivata dall’analisi delle immagini registrate dalla dash cam di un’auto che seguiva quella del venticinquenne e da una seconda telecamera privata presente nella zona. Filmati che, secondo gli investigatori, mostrerebbero una traiettoria difficilmente compatibile con un urto accidentale.

La sterzata ripresa dalla telecamera

Tre vetture procedevano una dietro l’altra nella stessa direzione. Davanti a loro, sul margine della carreggiata, pedalava la sessantunenne. La prima automobile avrebbe allargato leggermente verso il centro della strada per superare la bicicletta. La seconda, guidata dal giovane, avrebbe inizialmente compiuto lo stesso movimento.

È ciò che accade subito dopo a diventare centrale nell’inchiesta. Una volta affiancata la ciclista, la vettura avrebbe improvvisamente sterzato verso destra, colpendo la donna e scaraventandola sull’asfalto. L’auto si sarebbe quindi allontanata senza fermarsi. L’automobilista che seguiva la scena prestò invece soccorso alla ferita e mise a disposizione degli investigatori le immagini registrate dalla propria dash cam.

La donna riportò lesioni e fratture e venne trasportata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Le sue condizioni erano serie, ma non tali da metterne in pericolo la vita.

La targa registrata e l’identificazione del conducente

Proprio la telecamera installata sulla terza vettura avrebbe permesso di leggere la targa dell’auto che si era allontanata. La Polizia stradale di Treviso riuscì così a risalire rapidamente al veicolo e al giovane che si trovava alla guida.

La prima contestazione riguardava le lesioni stradali e la fuga dopo l’investimento. Gli accertamenti, però, non si sono fermati all’identificazione del conducente. Gli investigatori hanno continuato a lavorare sulla dinamica, acquisendo anche le immagini di un impianto di videosorveglianza privato nelle vicinanze.

Il confronto tra i filmati avrebbe rafforzato l’ipotesi che la sterzata verso la bicicletta non fosse stata provocata da una perdita di controllo o da una normale manovra di sorpasso. Da qui il cambio dell’ipotesi di reato, diventata tentato omicidio.

Il legame con la donna

Un altro elemento emerso durante gli approfondimenti riguarda il rapporto tra indagato e vittima. La sessantunenne aveva insegnato nella scuola elementare frequentata dal giovane molti anni prima.

È un dato sul quale gli inquirenti stanno lavorando, ma che da solo non permette di indicare il movente dell’investimento. Non risulta infatti chiarito se tra i due vi fossero stati rapporti recenti, contrasti o altri episodi in grado di spiegare l’eventuale gesto volontario. Proprio la ricerca del movente rappresenta uno dei passaggi ancora aperti dell’indagine.

Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni giornalistiche, il venticinquenne avrebbe sostenuto di non essersi reso conto di avere investito la donna. Sarà l’inchiesta a stabilire il peso delle immagini rispetto alla versione fornita dal giovane e a ricostruire con precisione ciò che accadde in quei pochi secondi.

Il precedente sopralluogo in via Castagnole

La vicenda aveva attirato l’attenzione già nei giorni immediatamente successivi all’investimento. Il 27 aprile un servizio televisivo locale documentava ancora la presenza di frammenti dell’auto sull’asfalto all’incrocio tra via Castagnole e via Ragazzi del ’99 e riferiva dell’esistenza di immagini di videosorveglianza e delle registrazioni delle dash cam delle vetture che seguivano. In quella fase gli investigatori stavano ancora lavorando per identificare chi si trovasse al volante.

Quattro mesi dopo proprio quelle immagini hanno cambiato la prospettiva giudiziaria della vicenda. Quello che inizialmente era stato trattato come un investimento seguito dalla fuga viene ora esaminato dalla magistratura nell’ipotesi che la ciclista sia stata deliberatamente colpita.

L’accusa di tentato omicidio resta allo stato un’ipotesi investigativa e la responsabilità del venticinquenne dovrà essere accertata nel procedimento giudiziario. Resta soprattutto da chiarire perché l’auto abbia compiuto quella sterzata e quale, eventualmente, sia stato il ruolo del lontano rapporto scolastico tra il giovane e la donna.