Ha ammesso di essere stato lui a sparare dalla finestra di casa, nel quartiere Prati, trasformando per giorni un tratto di via della Giuliana, a Roma, in una zona sorvegliata speciale. Edoardo Ciardiello Crescimanno, romano di 50 anni, disoccupato, si è presentato ai carabinieri accompagnato dal suo avvocato Giampaolo Balzarelli e ha confessato davanti agli investigatori e al magistrato. È stato denunciato a piede libero per lesioni aggravate.
Agli inquirenti avrebbe spiegato di avere sparato «per divertimento», sostenendo di non avere avuto come obiettivo specifico le donne. Secondo quanto riportato dopo l'interrogatorio, avrebbe ammesso una decina di colpi e di aver raggiunto cinque o sei persone, precisando di avere evitato anziani e bambini. Dichiarazioni sulle quali gli investigatori stanno ora cercando riscontri, ricostruendo uno per uno gli episodi avvenuti negli ultimi giorni.
La svolta dai registri dell'armeria
Il cerchio attorno al cinquantenne si era già ristretto prima della confessione. I carabinieri della Compagnia Roma San Pietro, impegnati nell'indagine coordinata dalla Procura di Roma, avevano verificato gli acquisti effettuati nelle armerie della zona. Da quei registri sarebbe emerso che Ciardiello Crescimanno aveva comprato nei primi giorni di settembre una carabina ad aria compressa in un negozio riconducibile all'area di Prati.
Gli investigatori avevano contemporaneamente lavorato sulla possibile traiettoria dei colpi per restringere l'area dalla quale potevano essere partiti. L'uomo abita al quarto piano di un palazzo proprio in via della Giuliana, davanti al tratto di marciapiede nel quale si sono verificati diversi degli episodi segnalati. Quando i carabinieri hanno iniziato a cercarlo non era stato subito rintracciato. Successivamente, anche dopo il confronto con il suo legale e con i familiari, ha deciso di presentarsi in caserma.
La giornalista colpita al braccio
L'episodio più grave è quello avvenuto lunedì 14 settembre. Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice romana, stava camminando in strada quando è stata colpita al braccio sinistro da un pallino metallico. Il proiettile è penetrato in profondità e la donna è stata successivamente sottoposta a un intervento chirurgico al Cto della Garbatella per la sua rimozione.
Stillitano è rimasta ricoverata dopo l'operazione. Una volta appreso che il presunto responsabile era stato individuato e aveva confessato, ha espresso sollievo per la conclusione della caccia allo sparatore ma anche preoccupazione per il fatto che l'uomo sia stato denunciato a piede libero. La donna ha chiesto che venga chiarita fino in fondo la dinamica degli episodi e che sia valutato il rischio di nuove condotte analoghe.
Gli altri spari sotto esame
L'indagine, infatti, non si ferma al ferimento di Stillitano. Una seconda donna, la commercialista Angela Perrone, 57 anni, avrebbe riferito di essere stata raggiunta nei giorni precedenti al polpaccio. Altri colpi avrebbero invece sfiorato passanti o raggiunto oggetti e arredi nella stessa zona. Gli investigatori stanno verificando se tutti questi episodi possano essere attribuiti allo stesso autore.
Durante le verifiche nell'abitazione del cinquantenne sarebbero state sequestrate, oltre alla carabina ad aria compressa, anche tre pistole dello stesso tipo o alimentate a gas. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire quali armi siano state utilizzate nei singoli episodi e se i pallini recuperati siano compatibili con quelle trovate.
La posizione giudiziaria
Al momento Ciardiello Crescimanno non è stato arrestato. La contestazione comunicata nelle prime ore successive alla confessione riguarda le lesioni aggravate, mentre la Procura di Roma dovrà valutare l'intero quadro alla luce del numero dei colpi, delle caratteristiche delle armi, delle distanze e delle traiettorie. Alcune fonti hanno riferito che potrebbe essere presa in considerazione anche una diversa qualificazione giuridica per alcuni episodi, ma su questo punto non risulta ancora una contestazione definitiva.
La confessione chiude la fase della ricerca dello sparatore, ma apre quella più delicata della ricostruzione. Gli investigatori devono adesso stabilire quante volte abbia effettivamente sparato il cinquantenne, quante persone siano state raggiunte e se alle denunce già raccolte se ne aggiungeranno altre.
