Chico Forti ha ottenuto la semilibertà. La decisione è stata presa dal Tribunale di sorveglianza di Verona, dopo l'udienza celebrata mercoledì 16 settembre. Per l'italiano, detenuto nel carcere di Montorio dopo il trasferimento dagli Stati Uniti nel maggio 2024, si apre una nuova fase del percorso giudiziario e personale, a oltre 28 anni dall'omicidio per il quale era stato condannato all'ergastolo in Florida. Il provvedimento gli consentirà di continuare a trascorrere parte della giornata fuori dall'istituto penitenziario, secondo un programma che dovrà essere definito dalla direzione del carcere. Una possibilità che Forti aveva già iniziato a sperimentare attraverso l'attività di volontariato avviata nel dicembre 2025.
Dal carcere in Florida al ritorno in Italia
La vicenda giudiziaria di Chico Forti, ex velista e produttore televisivo trentino, risale alla fine degli anni Novanta. Nel febbraio 1998, a Miami, venne ucciso Dale Pike, figlio di un imprenditore alberghiero australiano. Forti fu successivamente condannato all'ergastolo dalla giustizia statunitense per quell'omicidio, del quale si è sempre dichiarato innocente. Dopo 25 anni trascorsi nelle carceri della Florida, nel maggio 2024 Forti è stato trasferito in Italia per proseguire l'esecuzione della pena. Il suo rientro era stato preceduto da un lungo percorso diplomatico e istituzionale tra Roma e Washington.
Dal suo arrivo in Italia è detenuto nel carcere di Montorio, a Verona, dove ha intrapreso un percorso che gli ha consentito di accedere progressivamente ad attività esterne all'istituto penitenziario.
Il volontariato e il nuovo regime di semilibertà
La concessione della semilibertà non comporterà, almeno nell'immediato, uno stravolgimento delle abitudini quotidiane di Forti. Dal dicembre 2025, infatti, l'uomo svolge 40 ore settimanali di volontariato presso un'azienda agricola del Veronese, uscendo dal carcere al mattino e rientrando la sera. Con il nuovo provvedimento, questa attività potrà proseguire nell'ambito del regime di semilibertà, secondo le modalità e gli orari che saranno stabiliti dall'amministrazione penitenziaria. La semilibertà non equivale alla scarcerazione definitiva. Si tratta di una misura che permette al detenuto di trascorrere parte della giornata all'esterno dell'istituto per partecipare ad attività lavorative, formative o comunque utili al reinserimento sociale, mantenendo l'obbligo di rientrare in carcere secondo il programma autorizzato. Per Forti, dunque, il cambiamento riguarda soprattutto il quadro giuridico entro il quale potrà proseguire il percorso già avviato negli ultimi mesi.
Il desiderio di incontrare più spesso la madre
Tra gli obiettivi personali di Forti c'è anche quello di poter trascorrere più tempo con la madre, che vive a Trento. La possibilità di raggiungerla con maggiore frequenza dipenderà dalle disposizioni previste dal programma di semilibertà. A seguire la sua posizione giudiziaria sono gli avvocati Alessandro Favazza, del foro di Verona, e Carlo Dalla Vedova, del foro di Roma. La nuova misura rappresenta un passaggio importante per Forti, ma non conclude il percorso giudiziario avviato dopo il trasferimento in Italia.
La richiesta di libertà condizionale e la possibile udienza nel 2027
Resta infatti da definire la richiesta di libertà condizionale, presentata nel 2025. Su questa istanza il Tribunale di sorveglianza dovrà pronunciarsi attraverso un procedimento distinto da quello che ha portato alla concessione della semilibertà. L'udienza potrebbe essere fissata nei primi mesi del 2027, ma al momento non risulta una data definitiva. La libertà condizionale, qualora venisse concessa, consentirebbe a Forti di proseguire l'esecuzione della pena fuori dal carcere, nel rispetto degli obblighi e delle prescrizioni stabiliti dall'autorità giudiziaria.
