Ryanair da Pisa atterrò con 363 chili di carburante: il rapporto Aaib

A bordo 177 persone. Tre manovre per windshear e una prima deviazione a Manchester respinta

ryanair da pisa atterro con 363 chili di carburante il rapporto aaib

L’Aaib classifica il caso come «incidente grave» e ricostruisce il ruolo del maltempo e delle deviazioni.

Un Boeing 737-800 partito da Pisa e diretto a Glasgow Prestwick è atterrato a Manchester con appena 363 chili di carburante nei serbatoi, molto meno dei circa 1.100 chili previsti come riserva finale. A bordo c’erano 171 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Nessuno è rimasto ferito e l’aereo non ha riportato danni, ma l’Air Accidents Investigation Branch britannica ha classificato quanto accaduto il 3 ottobre 2025 come «incidente grave».

Il rapporto definitivo, pubblicato il 24 settembre 2026, ricostruisce una sequenza segnata dal passaggio della tempesta Amy, da forti raffiche e da ripetuti allarmi di windshear. L’equipaggio aveva caricato carburante aggiuntivo proprio in previsione del maltempo e di possibili ritardi o deviazioni. La situazione precipitò dopo due tentativi di atterraggio falliti a Prestwick e il successivo spostamento verso altri scali britannici.

I due tentativi falliti a Prestwick

Il volo FR3418, operato da Malta Air per Ryanair, decollò dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa diretto in Scozia. All’arrivo a Prestwick, le condizioni meteorologiche erano difficili. Durante due avvicinamenti separati l’equipaggio incontrò condizioni di windshear, cioè brusche variazioni di direzione o intensità del vento, ed eseguì le procedure di fuga che portarono a due riattaccate.

Dopo il secondo tentativo, i piloti decisero di dirottare il velivolo. La prima richiesta riguardò Manchester Airport, ma non venne accettata. Secondo l’Aaib, il rifiuto fu comunicato attraverso il gestore dei servizi di assistenza a terra. L’aereo venne quindi indirizzato verso Edimburgo, dove però si verificò un terzo episodio di windshear durante l’avvicinamento.

Il Mayday per il carburante

Dopo la nuova riattaccata a Edimburgo, l’equipaggio dichiarò l’emergenza carburante con un Mayday e puntò nuovamente su Manchester. Il Boeing riuscì ad atterrare, ma al termine del volo nei serbatoi risultavano 363 chili di carburante, contro una riserva finale pianificata di circa 1.100 chili.

La quantità residua era quindi nettamente inferiore alla soglia prevista per garantire la riserva finale. Le ricostruzioni tecniche diffuse dopo la pubblicazione del rapporto indicano che si trattava di pochi minuti di autonomia alle condizioni considerate. Il dato centrale dell’indagine, tuttavia, non è soltanto il valore rimasto nei serbatoi, ma la concatenazione di maltempo, ripetute riattaccate e difficoltà nella gestione della prima richiesta di deviazione.

Manchester: la deviazione avrebbe dovuto essere accettata

Uno degli aspetti più rilevanti del rapporto riguarda proprio la prima richiesta di atterraggio a Manchester. Dopo l’incidente, l’aeroporto ha ribadito ai soggetti coinvolti nelle operazioni che le richieste di deviazione devono essere accettate quando lo scalo ha capacità disponibile e che la decisione finale non spetta alla società di handling.

L’indagine non attribuisce l’episodio a una semplice scelta errata dei piloti. Al contrario, sottolinea che l’equipaggio aveva imbarcato carburante supplementare proprio per affrontare le condizioni meteorologiche previste. La situazione critica si sviluppò nel corso di una sequenza eccezionale di eventi, con tre manovre di fuga dal windshear e il mancato accoglimento iniziale della deviazione verso Manchester.

La riserva finale e le procedure di sicurezza

La riserva finale è una quantità di carburante che non dovrebbe essere utilizzata nella normale pianificazione del volo e serve a mantenere un margine di sicurezza in caso di imprevisti. Quando l’equipaggio prevede di atterrare con una quantità inferiore a quella prevista, le procedure impongono comunicazioni specifiche al controllo del traffico aereo e, quando non è più possibile garantire la riserva all’atterraggio, la dichiarazione di emergenza.