Un cadavere ridotto in pezzi, nascosto dentro grossi sacchi neri nel bagno di un appartamento. Accanto ai resti, un secchio con alcuni coltelli. È la scena davanti alla quale si sono trovati nella notte gli agenti della Polizia di Stato in un’abitazione di via Tommaso Gulli, nella zona nord di Torino. La Squadra mobile indaga per ricostruire quanto accaduto e accertare responsabilità e movente.
La vittima è un uomo che, nelle ore immediatamente successive alla scoperta, non era stato ancora identificato. Non risulta residente nell’appartamento in cui sono stati trovati i resti. Due giovani, entrambi all’incirca ventenni, sono stati accompagnati negli uffici della Mobile per essere sentiti sul loro eventuale coinvolgimento. Gli investigatori stanno ascoltando anche altre persone.
La telefonata della madre al 112
L’indagine prende avvio da una telefonata arrivata al 112 intorno alle 23 di giovedì 24 settembre. A chiamare sarebbe stata una donna, che agli operatori avrebbe riferito che il figlio aveva fatto del male a una persona. Gli agenti delle volanti hanno raggiunto la donna e trovato con lei anche il giovane.
È a quel punto che sarebbe emersa l’indicazione di un secondo appartamento. Il corpo non si trovava infatti nell’abitazione della donna e del figlio, ma in un’altra casa, dall’altra parte della città, in via Gulli. Raggiunto l’indirizzo indicato, i poliziotti hanno fatto la scoperta.
I sacchi nel bagno e i coltelli
Nel bagno dell’appartamento gli agenti hanno trovato i resti umani divisi in più parti e sistemati all’interno di grossi sacchi neri. Nelle immediate vicinanze c’era anche un secchio contenente alcuni coltelli. Saranno gli accertamenti della polizia scientifica e gli esami medico-legali a stabilire se e quale ruolo abbiano avuto quelle lame nell’uccisione e nello smembramento del corpo.
La scena è stata posta sotto esame dagli investigatori. In questa fase ogni elemento presente nell’abitazione può essere decisivo per ricostruire la sequenza dei fatti, individuare il luogo effettivo dell’omicidio e comprendere se il corpo sia stato spostato dopo la morte.
Due ventenni negli uffici della Mobile
I due giovani sono stati portati negli uffici della Squadra mobile di Torino per essere ascoltati. Nelle prime ore dell’indagine non sono stati diffusi elementi sufficienti per attribuire formalmente a uno dei due la responsabilità dell’omicidio. La loro posizione viene vagliata insieme alle dichiarazioni delle altre persone sentite dagli investigatori.
Gli accertamenti dovranno chiarire anche chi avesse la disponibilità dell’appartamento di via Gulli, quale rapporto esistesse tra la vittima e le persone coinvolte e da quanto tempo il corpo si trovasse nell’abitazione. L’identificazione dell’uomo rappresenta uno dei passaggi essenziali per ricostruire le sue ultime ore di vita e i contatti avuti prima della morte.
L’indagine per omicidio
Il quadro emerso dopo il sopralluogo ha portato gli investigatori a lavorare sull’ipotesi dell’omicidio. La modalità con cui il cadavere è stato trovato rende necessari accertamenti medico-legali particolarmente accurati per determinare causa e momento della morte e distinguere le lesioni mortali da quelle eventualmente prodotte sul corpo in un secondo momento.
