"Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni. Ed è quello che faremo". Lo ha detto con fermezza Giorgia Meloni sgombrando il campo da ogni dubbio nel corso dell'informativa sull'azione di governo.
"La nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani quando ci siamo presentati al loro cospetto. Come moltissime altre cose, lo avevamo detto in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo.
Perché è questo il modo in cui concepiamo la politica. Onorare il significato profondo della parola “responsabilità”. "Responsabilità” deriva dal verbo “respondeo”, che origina, a sua volta, da “spondeo”, ovvero “l’atto solenne del promettere e del garantire”. Responsabilità significa, dunque, rispondere agli altri, non a sé stessi, e men che meno alla propria convenienza.
Non mi stupisce che, in materia di riforma della giustizia, molti chiedessero “siete sicuri che vi convenga”? Perché questa è purtroppo una Nazione che rischia di abituarsi a una politica che non ama rischiare, che preferisce sopravvivere piuttosto che incidere, compiacere piuttosto che assumersi la responsabilità di cambiare davvero le cose. In questo è possibile che noi rappresentiamo un’anomalia, ma siamo fieri di rappresentare quella anomalia.
Detto questo, non sono qui per parlare di quello che è stato, ma per sgomberare il campo da troppe fantasiose ricostruzioni e delineare quello che sarà.
Leggo, ormai da settimane, bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del voto referendario. Si continua a parlare di dimissioni imminenti del governo, di rimpasti, di fase 2, 3 o quattro del governo. Di ripartenza.
Alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, ad altri partiti, ad altri presidenti del Consiglio. Un mondo distante anni luce da noi, nel quale non intendiamo far ripiombare l’Italia.
Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti. E non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo.
Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati.
Quanto alle dimissioni, colleghi. Certo, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno.
Cioè esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più, tanto che definisce questo governo un “pericolo per l’Umanità” ma non ne invoca le dimissioni. Posizione bizzarra, di chi evidentemente ostenta una sicurezza che non ha.
Non temete. Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile.
Gli italiani sappiano che il Governo c’è, nel pieno delle sue funzioni, determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato. Quando, ancora una volta, sarà nelle urne e non nel palazzo che si farà un altro Governo. Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo. Governeremo, come fanno le persone serie e in pace con la propria coscienza.
Continueremo a farlo sulla base delle direttrici di governo che ho esposto in quest’aula il 25 ottobre del 2022, quando al Parlamento chiedemmo una fiducia che da allora non è mai venuta meno, grazie a una maggioranza solida e coesa della quale vado fiera e che voglio ringraziare. Così come voglio ringraziare tutti i membri del Governo che hanno lavorato, e lavorano, senza sosta per costruire risultati concreti, a partire dai miei due Vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che sono orgogliosa di avere al mio fianco.
A chi ci guarda con scetticismo risponderemo con i fatti. A chi spera nel nostro fallimento, risponderemo con la determinazione. A chi getta fango, risponderemo con l’orgoglio di chi può ancora permettersi di guardare gli altri, tutti gli altri, negli occhi.
E a chi, invece, crede in questa Nazione diciamo: ricordatevi che non siete soli. Il governo c’è, e farà la sua parte, ogni ora di ogni singolo giorno, fino all’ultimo. E quando quel giorno arriverà, se avremo agito così, non avremo alcuna ragione di temere il giudizio del Popolo Sovrano.
