Pnrr, M5S attacca il governo: «Italia ultima sui fondi»

Turco: risorse ferme nella burocrazia e poca crescita reale

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Il vicepresidente del M5S Mario Turco accusa il governo Meloni di non riuscire a trasferire all’economia reale le risorse del Pnrr. Nel mirino ritardi, centralizzazione e scarso impatto degli investimenti

Nuovo scontro politico sul Pnrr tra il Movimento 5 Stelle e il governo guidato da Giorgia Meloni. Ad attaccare l’esecutivo è il vicepresidente del M5S Mario Turco, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, che parla di «fallimento» nella capacità di trasformare le risorse europee in investimenti concreti per il Paese.

Secondo Turco, il governo continua a rivendicare il raggiungimento degli obiettivi utili all’incasso delle rate europee, ma senza riuscire a trasferire efficacemente le risorse all’economia reale. Al centro delle critiche c’è un’analisi degli economisti Marco Buti e Marcello Messori sullo stato di avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le accuse del M5S

Per il Movimento 5 Stelle, l’Italia sarebbe tra i Paesi europei con il peggior rapporto tra fondi ricevuti e capacità di trasformarli in crescita economica, infrastrutture e innovazione. Un dato che, secondo Turco, sarebbe ancora più grave considerando che il nostro Paese ha ottenuto circa 166 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti del programma europeo Next Generation EU.

Il senatore pentastellato punta il dito contro quella che definisce una gestione troppo centralizzata del Piano, prima affidata al ministro Raffaele Fitto e oggi al ministro Tommaso Foti, accusando il governo di aver privilegiato la dimensione contabile e propagandistica del Pnrr rispetto all’impatto reale sugli investimenti.

Ritardi e Mezzogiorno

Tra le criticità evidenziate dal M5S ci sarebbero i ritardi amministrativi, la bassa capacità di assorbimento delle risorse e il rallentamento nella trasmissione dei fondi verso imprese, Comuni, scuola, sanità e infrastrutture.

Particolarmente difficile, secondo Turco, la situazione nel Mezzogiorno, dove molti enti locali starebbero incontrando problemi nella gestione dei progetti e nell’avanzamento delle opere finanziate.

Il vicepresidente del Movimento definisce la situazione «una gigantesca operazione di propaganda», sostenendo che una parte significativa delle risorse sia stata dispersa in interventi frammentati e con scarso impatto sulla produttività del sistema economico italiano.

Il nodo dell’attuazione

Il confronto politico sul Pnrr resta centrale anche in vista delle prossime verifiche europee sull’attuazione del Piano. Il governo continua a difendere i risultati raggiunti sul piano negoziale con Bruxelles, mentre le opposizioni insistono sulla necessità di accelerare l’apertura dei cantieri e la spesa concreta delle risorse disponibili.