ROMA – Parte con un’affluenza in lieve calo la tornata delle elezioni comunali 2026. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, alle ore 12 ha votato il 14,7% degli aventi diritto nei 743 comuni chiamati alle urne tra domenica 24 e lunedì 25 maggio.
Il dato nazionale risulta inferiore rispetto alla precedente consultazione amministrativa, quando alla stessa ora aveva votato il 15,7% degli elettori. Una flessione contenuta ma significativa, che conferma la tendenza al rallentamento della partecipazione registrata negli ultimi appuntamenti locali.
Tra le città più osservate c’è Venezia, dove l’affluenza alle 12 si è fermata al 14,4%, in calo rispetto al 15,4% registrato nel 2020 alla stessa rilevazione. Nella città lagunare il voto rappresenta un test politico importante anche sul fronte degli equilibri nazionali.
Situazione diversa a Salerno, dove si registra un leggero incremento della partecipazione: alle urne si è recato il 13,02% degli elettori contro il 12,02% della precedente tornata. Un dato che segnala una mobilitazione leggermente più alta rispetto alle attese della vigilia.
Nei grandi centri seguono con attenzione anche gli sviluppi di Reggio Calabria e Prato, dove la sfida amministrativa potrebbe avere ripercussioni sugli assetti politici territoriali.
I seggi resteranno aperti fino alle 23 di domenica e riapriranno lunedì mattina per la seconda giornata di voto. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura definitiva delle urne. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, qualora nessun candidato superi il 50% dei voti, si tornerà alle urne per il ballottaggio il 7 e 8 giugno.
L’attenzione delle segreterie di partito resta concentrata soprattutto sul dato della partecipazione, considerato uno degli indicatori più rilevanti per interpretare il clima politico nazionale e il peso delle coalizioni nei territori.
